Innovazione | I nuovi inserti in polietilene Stryker X3

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Il polietilene ad altissimo peso molecolare (UHMWPE) è stato impiegato come superficie d’appoggio per gli impianti portesici per oltre quarant’anni. La combinazione di inerzia chimica, resistenza agli urti e resistenza all’usura dell’UHMWPE ha contribuito al successo delle protesi articolari. L’UHMWPE è stato utilizzato per gli inserti acetabolari delle protesi d’anca e per gli inserti tibiali e la rotula nella protesi di ginocchio.

L’esperienza clinica è stata eccellente. La sopravvivenza nelle protesi d’anca è tra l’87 e il 97 % a 9 anni di follow-up e dell’80 per cento a 20 anni. Nonostante questi successi, l’usura di queste componenti d’attrito rimane un problema per entrambe le protesi sia d’anca che di ginocchio. L’usura è maggiore nei giovani solitamente più attivi e di conseguenza la ricerca ha come obiettivo la resistenza all’usura del UHMWPE nel tempo.

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Il passo avanti più recente è stato rappresentato dall’introduzione dei polietileni altamente reticolati (fine anni ’90) che hanno dimostrato un’usura inferiore all’UHMWPE convenzionale.  Il loro uso si è diffuso a livello dell’anca ma è stato limitato nel ginocchio a causa di dubbi nelle proprietà meccaniche. I primi dati clinici giunti in laboratorio evidenziano che gli inserti altamente reticolati hanno concretamente ridotto l’usura rispetto ai tradizionali UHMWPE.

Negli anni 2000 un attento esame del processo di reticolazione e il suo impatto sulla microstruttura dei polietileni ha portato alla conclusione che un processo graduale di irradiazione seguito da ricottura mantiene la microstruttura e permette anche livelli più elevati di reticolazione con la conseguente eliminazione dei radicali liberi. Il risultato di questo processo di irradiazione e di ricottura sequenziale consiste nel nuovo polietilene Stryker X3.

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Questa nuova generazione di UHMWPE altamente reticolato X3 ha eccellenti proprietà meccaniche e di fatica, oltre a bassissima usura e alta resistenza all’ossidazione. Ciò ha aperto nuove prospettive nella protesizzazione dell’anca nel paziente giovane dove le caratteristiche elastiche del polietilene garantiscono un miglior assorbimento meccanico degli urti ed ora con il nuovo X3 anche una resistenza nel tempo. La sfida tra ceramica/ceramica e polietilene/cereamica è appena cominciata.

 

 

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