Testimonianze | La questione Footing tra una giovane paziente e un medico operati con protesi d’anca

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Qui di seguito un contributo dal sito Runnersworld circa la questione footing tra un giovane paziente operato all’anca ed un medico anch’egli con protesi d’anca. La domanda che ricorre è sempre sull’opportunità o meno di praticare sport come la corsa o più genericamente sport ad impatto per il rischio di una usura precoce delle superfici d’attrito della protesi.


Gentile Dottore,

Sono una donna di 41 anni operata di protesi totale d’anca quasi due anni fa. Ora che sono guarita ed i muscoli si sono riparati, vorrei ricominciare a correre. Ho corso due volte questa settimana a un ritmo lento e costante. La mia domanda è, fino a che punto posso correre senza mettere a rischio la protesi? Lo yoga può integrare la mia corsa? 

Un saluto B. J.


Cara B.J.

Questo è un argomento caro al mio cuore. Anche io ho sono stato operato all’anca circa tre anni fa. Ci sono molte persone che corrono con le protesi d’anca. Detto questo, non ci sono molti dati disponibili per dire quanto e quanto spesso è possibile correre, o addirittura se è sconsigliato farlo. Il pensiero prevalente è che correre potrebbe accelerare l’usura dell’impianto rispetto ad altre attività sportive a minor impatto. La maggior parte dei chirurghi ortopedici che conosco, compreso il mio, non incoraggiano o francamente sconsigliano la corsa dopo una sostituzione totale dell’anca o del ginocchio. La logica sembra essere che limitare l’impatto di carico può preservare la superficie di attrito della protesi. Le nuove protesi sono testate all’usura in laboratorio per durare più di 20/30 anni ma ancora non abbiamo raggiunto tale durata noi che le abbiamo impiantate.

Io ho smesso di correre a vantaggio di attività meno traumatiche per l’anca, lavoro per migliorare e mantenere la forza, l’equilibrio con esercizi di rinforzo per i glutei e la mia giusta condizione cardiovascolare. Il mio obiettivo è quello di preservare la salute e la forma fisica senza accelerare l’usura delle superfici dell’impianto, così ho scelto di non correre. Ho amici e pazienti che hanno scelto di correre e solo il tempo dirà quale strategia è la migliore.

A 41 anni l’aspettativa di vita è lunga e il primo obiettivo dovrebbe essere escludere (o limitare al minimo ndr) le possibilità di reintervento nel futuro. Ovviamente più si è giovani e più questo va tenuto in considerazione poiché la nostra protesi sarà sottoposta ad un più lungo e intenso lavoro.

Le vostre sessioni di yoga possono integrare qualsiasi attività cardiovascolare si sceglie di perseguire.

Spero di esserle stata di aiuto.

Saluti Bill

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