Tribologia | Il fallimento dell’accoppiamento metallo-metallo nella protesi d’anca

Uno studio ha dimostrato che le protesi d’anca che utilizzano l‘accompimento metallo metallo (testa e intero acetabolare metallici) sono più a rischio di una revisione entro il breve e medio periodo. Sono stati presi in esame numerosi impianti di una nota azienda americana con l’intento di scoprire i fattori di rischio associati con il fallimento precoce e la necessità di un ulteriore intervento chirurgico.

L’uso del metallo metallo è precipitato negli ultimi cinque anni, ma “centinaia di migliaia” di impianti rimangono al loro posto. Una migliore comprensione dei fattori associati al rischio di fallimento fornisce preziosi informazioni per i lavoratori di ricerca di sviluppo dei materiali. Sono stati esaminati i dati di 434 pazienti (243 donne e 191 uomini) relativi a 489 protesi totali d’anca metallo metallo riferiti ad un ospedale nel nord dell’Inghilterra e monitorati per una media di 7,5 anni dopo l’intervento.

Ne è risultato che 71 impianti pari al 16% del totale sono stati revisionati nel corso di questo periodo. Un tasso drammaticamente inaccettabile, come ritenuto dagli studiosi. Tra le altre cose è stato rilevato che in oltre il 40% dei casi esaminati la superficie del cono era difettosa. La superficie conica descrive l’interno della testa femorale che si collega allo stelo femorale. Questo difetto era significativamente associato con l’eccessivo rilascio di particelle di metallo nell’organismo, fattore determinante per il fallimento dell’impianto.

Metallosi

Una evidente colorazione metallica dei tessuti, visibile ad occhio nudo (metallosi) è stata riscontrata in circa un quinto dei casi. Il fenomeno è stato riscontrato maggiormente nei pazienti di sesso femminile in quanto più spesso soggette a sostituzione protesica di entrambe le anche.

I dati del Registro Nazionale congiunto per l’Inghilterra e il Galles per il 2014 indicano che sono state impiantate 11.871 protesi d’anca metallo su metallo, ciò suggerisce i ricercatori a calcolare che circa 180.000 persone in tutto il mondo hanno questo tipo di protesi. Questi pazienti potrebbero essere a rischio di un intervento chirurgico di revisione precoce.

Fonte: Opnews

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