Cosa scrive il Ministero della Sanità sulle protesi d’anca da rivestimento Metallo su Metallo (MoM)

Depuy Hip Replacement

A proposito delle protesi da rivestimento metallo su metallo alleghiamo di seguito un articolo pubblicato sul sito ministero della salute.

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Le protesi d’anca Metallo su Metallo

Le protesi d’anca metallo su metallo, denominate MoM dall’inglese Metal on Metal, sono una particolare classe di protesi caratterizzata dall’accoppiamento di due componenti articolari metalliche, una femorale e l’altra acetabolare. Se ne distinguono due tipologie:

  • le protesi totali (THR dall’inglese Total Hip Replacement) composte da una testa metallica, uno stelo metallico e un acetabolo metallico (monoblocco o con un inserto anch’esso metallico);
  • le protesi di rivestimento (HRA dall’inglese Hip Resurfacing Arthroplasty) in cui la testa femorale viene rifilata e ricoperta da una calotta metallica, mentre a livello dell’acetabolo viene impiantato un cotile metallico privo di inserto.

Le protesi MoM sono state immesse sul mercato internazionale a partire dagli ultimi anni del ’90 con l’intento di offrire una serie di vantaggi:

  • minore usura delle superfici meccaniche rispetto agli impianti con accoppiamento di tipo convenzionale (metallo-polietilene; ceramica-ceramica; ceramica-polietilene; ceramica-metallo);
  • minore possibilità di mobilizzazione dell’impianto;
  • minore possibilità di rottura protesica;
  • nelle protesi MoM di superficie (HRA), una maggiore conservazione anatomica e funzionale dell’articolazione dell’anca che le rende particolarmente adatte ad un utilizzo nei soggetti più giovani e attivi.

A fronte di tali vantaggi bisogna però osservare che in questo tipo di protesi può realizzarsi una usura delle superfici articolari che conduce alla produzione ed accumulo di ioni metallici (metallosi da cobalto e cromo) e di detriti (debris) a livello dei tessuti peri-protesici.

Tali fenomeni possono essere all’origine, in alcuni pazienti, di reazioni infiammatorie locali a loro volta causa di comparsa di sintomatologia a carico dell’anca che può esitare in un fallimento dell’impianto e nella necessità di una revisione chirurgica del medesimo. In aggiunta, il rilascio locale e l’assorbimento in circolo dei citati ioni metallici può essere causa in alcuni pazienti di reazioni avverse a carico di vari apparati/organi bersaglio, del tipo:

  • reazioni generali da ipersensibilità (rush cutanei);
  • sintomi neurologici anche a carico degli organi sensoriali (alterazioni uditive o visive);
  • alterazioni  dello stato psicologico;
  • cardiomiopatia;
  • alterazioni della funzionalità renale;
  • disfunzioni tiroidee .

In considerazione di quanto esposto le protesi d’anca di tipo MoM sono state recentemente oggetto di un crescente interesse da parte della comunità scientifica internazionale e delle Autorità sanitarie nazionali e sovranazionali preposte alla vigilanza e sorveglianza sui dispositivi medici, al fine di rivederne e ridiscuterne l’utilizzo in termini di efficacia e sicurezza per i pazienti portatori e canditati all’impianto.

Lo SCENIHR, Organo istituito nel 2004 per fornire alla Commissione Europea inequivocabili pareri scientifici sulla sicurezza e sulla valutazione globale dei rischi connessi all´utilizzo delle nuove tecnologie, interrogato sulla valutazione dei rischi connessi all’utilizzo delle protesi MoM, ha raccomandato con parere del 25 settembre 2014 il follow-up clinico – strumentale – laboratoristico, secondo protocolli definiti localmente, di tutti i soggetti portatori di MoM, individuando categorie maggiormente a rischio. Inoltre lo SCENIHR ha evidenziato la necessità di studi a medio e a lungo termine al fine di ottenere evidenze conclusive sulla tossicità dei metalli nei soggetti portatori di MoM e in generale sulla sicurezza di tali protesi per i pazienti. Il Ministero della salute, a beneficio dei vari portatori d’interesse,  ha provveduto a tradurre in lingua italiana l’abstract del parere.

Il Ministero della Salute è in prima linea nel monitoraggio della problematica MoM, attraverso una continua azione di vigilanza e sorveglianza ed una partecipazione attiva alle discussioni scientifiche internazionali.

Il Ministero promuove l’istituzione del Registro delle protesi impiantabili, tra cui le protesi ortopediche. A tal fine supporta l’implementazione del Registro Nazionale delle Artroprotesi (RIAP) coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, per realizzare una raccolta dati completa che consenta di ottenere informazioni e successive elaborazioni quanto maggiormente accurate e valide da un punto di vista scientifico.

Per un approfondimento consulta i documenti:

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Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

 Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

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Perche è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli. 

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Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari. Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici

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Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.

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Per la Divisione di Ortopedia Generale del CTO di Roma diretta dal Dott. Germano Cammarano, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

  • Prima struttura in Italia a utilizzarla sin dal 2003
  • Prima struttura in Italia per numero di pazienti operati
  • Primo centro di riferimento in Italia dal 2003

 Chirurgia mini invasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.



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Come è fatta una protesi d’anca?

Come è fatta una protesi d’anca?

In una sostituzione totale dell’anca, sia parte del femore che l’acetabolo del paziente vengono sostituiti con impianti protesiciIn particolare, uno stelo in titanio viene inserito nel canale femorale appositamente preparato.

Attaccato al collo di questo stelo c’è è una sfera in metallo o in ceramica che sostituisce la testa originale del paziente. Questa sfera articolerà in un cuscinetto (chiamato anche inserto) in polietilene ad alta reticolazione o in ceramica a sua volta ancorato meccanicamente ad un involucro semi sferico sempre in titanio, detto cotile o coppa protesica. Questo involucro è inserito al bacino e completarà la nuova articolazione del paziente. 

Grazie ai progressi degli ultimi trent’anni, diversi tipi di materiali da impianto sono stati utilizzati e studiati, assieme anche a nuove procedure chirurgiche e strumentari sempre più evoluti. Ciò consente oggi al chirurgo soluzioni adeguate all’età del paziente e al suo stile di vita.

Fissazione dell’impianto all’osso

Oltre ai materiali relativi agli accoppiamenti testa / inserto acetabolare il chirurgo deve decidere se ancorare la protesi femorale all’osso utilizzando del cemento chirurgico o lasciare che sia l’osso con la sua attività di osteintegrazione a stabilizzare l’impianto ad esso. Nel primo caso lo stelo femorale è in acciaio e piuttosto liscio, a volte lucidato a specchio. Nel secondo caso lo stelo è in titanio e può avere un’aspetto retto o “assomigliare” al canale femorale copiandone la forma. Questi ultimi sono detti “steli anatomici” e sono generalmente scelti per essere usati con gli accessi mini-invasivi

Qui sopra una artroprotesi d’anca non cementata con stelo anatomico e cotile con inserto in polietilene.


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Mini invasiva anteriore | Operare l’anca attraverso una finestra di meno di 10 cm…

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Dr Cammarano – Dr De Peppo

L’accesso mini invasivo anteriore all’anca è di per se una via chirurgica molto difficile ed articolata. Per poterlo dominare occorre una curva di apprendimento molto lunga che va ben oltre qualche anno di esperienza. Ogni passaggio richiede grande pazienza e circospezione.

Ma come riesce il chirurgo ad operare attraverso una finestra di meno di 10cm? Ebbene occorre tener presente che la visione cambia con l’avanzare dei passaggi ed il chirurgo cambiando la posizione dei suoi strumenti dedicati, crea di volta in volta la giusta finestra per avere il migliore un punto di vista.

Nella prima fase, l’approccio al cotile, si ottiene una prospettiva soddisfacente grazie alla finestra chirurgica che si affaccia proprio in direzione dell’acetabolo. La situazione però cambia molto quando si affronta le seconda fase, il femore. Approcciarlo dal lato anteriore (caratteristica esclusiva di questa via chirurgica) esige una grande esperienza per via della difficile esposizione della parte prossimale del femore.

Con determinati accorgimenti chirurgici ed appositi strumentari il chirurgo può lavorare la sede della protesi nella parte femorale nel modo più agevole. Ma ciò comporta un bagaglio culturale maturato con centinaia e centinaia di casi. Affrontare questo tipo di chirurgia all’avanguardia senza le adeguate esperienze e precauzioni può essere pericoloso.

Affidarsi quindi ad un’équipe di esperti è senz’altro la cosa giusta da fare quando si sceglie di sottoporsi ad un intervento di protesi d’anca con tecnica mini invasiva anteriore.


Il Dott. Cammarano, il Dr De Peppo e l’accesso mininvasivo anteriore all’anca

Per la Divisione di Ortopedia Generale del CTO di Roma diretta dal Dott. Germano Cammarano, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

  • Prima struttura in Italia a utilizzarla sin dal 2003
  • Prima struttura in Italia per numero di pazienti operati
  • Primo centro di riferimento in Italia dal 2003

 

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L’equipe del Dott. Cammarano del CTO di Roma è oggi custode di una ragguardevole esperienza maturata in 15 anni di  casistica che premia chi sin dalle origini ha creduto che le nuove frontiere della protesica dell’anca dovessero innanzi tutto aiutare a ridurre al minimo i danni ai tessuti molli.

Questo consente oggi di controllare meglio il dolore post-operatorio, accelerare la riabilitazione e permettere ai pazienti di recuperare il loro stile di vita più rapidamente. Tutto ciò, unito a nuovi impianti protesici, tecnologie innovative e strumentari specifici, permette oggi di eseguire routinariamente centinaia di interventi mini-invasivi ogni anno.


Per visite in STUDIO chiamare:

Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – Studio  06 8551948

Dott. M. de Peppo +39 329 1214439 – Studio  06 362081



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Il Dr Cammarano, il Dr De Peppo e l’accesso mininvasivo anteriore all’anca

Magazine “Italo – I Sensi del Viaggio” – mag 2018

Per la Divisione di Ortopedia Generale del Dott. G. Cammarano del CTO di Roma, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

  • Prima struttura in Italiaa utilizzarla sindal 2003
  • Prima struttura in Italia per numero di pazienti operati
  • Primo centro di riferimento in Italia dal 2003

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L’equipe del Dott. Cammarano del CTO di Roma è oggi custode di una ragguardevole esperienza maturata in 15 anni di  casisticache premia chi sin dalle origini ha creduto che le nuove frontiere della protesica dell’anca dovessero innanzi tutto aiutare a ridurre al minimo i danni ai tessuti molli.

Questo consente oggi di controllare meglio il dolore post-operatorio, accelerare la riabilitazione e permettere ai pazienti di recuperare il loro stile di vita più rapidamente. Tutto ciò, unito a nuovi impianti protesici, tecnologie innovative e strumentari specifici, permette oggi di eseguire routinariamente centinaia di interventi mini-invasivi ogni anno.


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Protesi d’Anca | Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli


L’accesso mininvasivo anteriore all’anca. Una realtà affermata.

Per laDivisione di Ortopedia Generale del Dott. G. Cammarano del CTO di Roma, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

  • Prima struttura in Italiaa utilizzarla sindal 2003
  • Prima struttura in Italiaper numero di pazienti operati
  • Primo centro di riferimentoin Italia dal 2003

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L’equipe del Dott. Cammarano del CTO di Roma è oggi custode di una ragguardevole esperienza che premia chi sin dalle origini ha creduto che le nuove frontiere della protesica dell’anca dovessero innanzi tutto aiutare a ridurre al minimo i danni ai tessuti molli.

Questo consente oggi di controllare meglio il dolore post-operatorio, accelerare la riabilitazione e permettere ai pazienti di recuperare il loro stile di vita più rapidamente. Tutto ciò, unito a nuovi impianti protesici, tecnologie innovative e strumentari specifici, permette oggi di eseguire routinariamente centinaia di interventi mini-invasivi ogni anno.

Per visite in STUDIO chiamare:

Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – Studio  06 8551948

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Clinica Ars Medica

CTO di Roma


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Protesi d’anca | I vantaggi dell’accesso mini invasivo anteriore

Quali sono i vantaggi dell’accesso mini-invasivo anteriore?

  • Un più rapido recupero post operatorio poiché permette al chirurgo di lavorare tra i muscoli e i tessuti senza staccarli o tagliarli mantenendoli integri.
  • Minore dolore muscolare = immediata ripresa della funzionalità dell’articolazione
  • Aiuta a prevenire il rischio di lussazioni protesiche mantenendo la nuova articolazione in sede proprio grazie alla conservazione integrale delle strutture muscolari. 
  • Rende minore la perdita ematica intra-operatoria.

Riprendere la vita di ogni giorno

Dopo ogni intervento chirurgico si apre una nuova fase per il paziente, quella che dal suo punto di vista diventa la più importante: la guarigione. Ogni sforzo da parte del chirurgo è finalizzato al successo di questa ultima fase che rappresenta l’obbiettivo d’eccellenza che egli si prefigge prima di ogni atto chirurgico. Migliaia di casi maturati in 13 anni di esperienza contribuiscono oggi a fare dell’accesso mini-invasivo all’anca una scelta sempre più condivisa, sia da parte dei pazienti che dei chirurghi.

Al CTO di Roma siamo orgogliosi di poter contare sul primo centro di chirurgia dell’anca mininvasiva in Italia. Dal 2003 la storia continua…


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Mini invasiva anteriore | La più recente conquista della chirurgia dell’anca

La via di accesso anteriore rappresenta la più recente conquista della chirurgia mini invasiva dell’anca. Il rispetto delle strutture muscolo tendine è fondamentale per conservare integri gli elementi deputati al controllo del movimento e della deambulazione, ciò permette al paziente un ritorno alla vita quotidiana rapidamente.

Sempre più diffusamente richiesta dai pazienti, la mini invasiva anteriore è estremamente rispettosa delle strutture muscolari poiché permette di arrivare all’articolazione da sostituire semplicemente separando i muscoli senza inciderli. Così come si separano due tende per arrivare ad una finestra, così si separano i muscoli dell’anca per arrivare all’anca.

Nessun distacco dei tendini, nessun trauma muscolare: passare trai muscoli senza inciderli o staccarli. I vantaggi sono indiscutibili:

  • Un più rapido recupero post operatorio poiché permette al chirurgo di lavorare tra i muscoli e i tessuti senza staccarli o tagliarli mantenendoli integri.
  • Minore dolore muscolare = immediata ripresa della funzionalità dell’articolazione
  • Aiuta a prevenire il rischio di lussazioni protesiche mantenendo la nuova articolazione in sede proprio grazie alla conservazione integrale delle strutture muscolari. 
  • Rende minore la perdita ematica intra-operatoria.

Tutto ciò permette ai pazienti un rapido recupero post operatorio ed un veloce ritorno alla loro vita quotidiana e alle loro preferite attività sportive non agonistiche.


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Testimonianze | Cinzia alla Race for the Cure 2018 corre la 2 km a 11 mesi dall’intervento!


Come promesso ecco il video relativo all’impresa di Cinzia alla Race for the Cure disputata a Roma domenica 20 maggio 2018. Cinzia corre la 2 km (non competitiva) a 11 mesi dall’intervento di protesi d’anca mini invasiva anteriore. Una prova di carattere che ci rende orgogliosi di averla avuta come nostra paziente. Ci complimentiamo con lei per la sua tenacia e costanza, fondamentali qualità che la porteranno certamente a raggiungere ulteriori splendidi traguardi. Risultati che sono comunque raggiungibili da chiunque voglia prendere in considerazione di continuare la propria attività sportiva compatibilmente con un intervento di protesi d’anca mini invasiva anteriore. Ringraziamo Cinzia quindi, per il preziosissimo contributo offerto ai molti pazienti che amano lo sport come stile di vita per tutte le età e tutte le condizioni fisiche.


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Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?


Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

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Perche è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscolisartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli. 

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Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari.Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anterioredi lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici

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Il risultato è unaimmediata ripresa funzionalee la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e acceleradi conseguenza il recupero post-operatorio.

Chirurgia mini-invasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggiconcreti. Vieni a conoscerlidi persona.


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