Protesidanca.net | Passare tra i muscoli senza incederli o staccarli. Scarica il PDF della Mininvasiva Anteriore

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Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

Per il Dr. Germano Cammarano ed il Dr. Marco De Peppo, la protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

 Primi utilizzatori in Italia
Primo Centro d’Eccellenza in Italia
Prima equipe in Italia per numero di pazienti operati

L’equipe del Dr. Cammarano e del Dr. De Peppo è oggi custode di una ragguardevole esperienza maturata in quasi vent’anni di  casistica che premia chi sin dalle origini ha creduto che le nuove frontiere della protesica dell’anca dovessero innanzi tutto aiutare a ridurre al minimo i danni ai tessuti molli.

Questo consente oggi di controllare meglio il dolore post-operatorio, accelerare la riabilitazione e permettere ai pazienti di recuperare il loro stile di vita più rapidamente. Tutto ciò, unito a nuovi impianti protesici, tecnologie innovative e strumentari specifici, permette oggi di eseguire routinariamente centinaia di interventi mini-invasivi ogni anno.

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”

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Per visite in STUDIO chiamare:

Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – Ars Medica  06 362081

Dott. M. de Peppo +39 329 1214439 – Ars Medica  06 362081

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La più grande casistica in Italia

“PASSARE TRA I MUSCOLI SENZA INCIDERLI O STACCARLI”


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Clinica ARS Medica

Approccio anteriore all’anca

Protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore | Il planning pre-operatorio

L’atto chirurgico in sé non è che la “punta dell’iceberg” di un progetto che comincia ben prima del giorno dell’intervento. Quando il paziente è difronte alla prospettiva di affrontare un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore, intraprende un percorso che step dopo step costituisce il planning pre-operatorio, ovvero il progetto dell’intervento vero e proprio.

Dopo gli esami clinici di rito al paziente vengono prescritti particolari proiezioni radiografiche dell’area da trattare, sulla quale vengono eseguite tutte le necessarie misurazioni per valutare dimensioni e orientamenti della protesi. Tutti i dati raccolti in questa fase vengono messi in relazione con lo status scheletrico del paziente valutato clinicamente. In questa fase si rilevano per esempio eventuali dismetrie (asimmetrie nella lunghezza degli arti) ed altri parametri biometrici da tenere in considerazione in fase chirurgica.

Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

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Approccio anteriore all’anca

Protesi d’anca mini invasiva anteriore | Tornare liberi di muoversi senza fisioterapia

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LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”


Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoria relativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.

Dopo un intervento all’anca effettuato con accesso mininvasivo anteriore, grazie all’assenza del dolore che caratterizzava l’artrosi e ad una ritrovata articolarità i pazienti tornano gradualmente al movimento semplicemente la ricominciando a camminare, a muoversi liberamente come un tempo.

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Approccio anteriore all’anca

Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli  dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.

Non sarà necessario limitare alcuni movimenti per evitare il rischio di lussazioni poiché grazie alla integrità di tutti i muscoli coinvolti nei movimenti dell’anca questo pericolo non esiste

Inoltre la natura stessa dell’accesso, situato sul lato anteriore, previene questa evenienza poiché nei movimenti di flessione, ovvero quando ci si accuccia o ci si siede, l’escursione di movimento dell’anca volge verso i glutei, zona assolutamente non interessata dall’intervento.

Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.

LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”

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Per la Divisione di Ortopedia Generale del CTO di Roma diretta dal Dott. Germano Cammarano, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

Prima struttura in Italia a utilizzarla sin dal 2003

Prima struttura in Italia per numero di pazienti operati

Primo centro di riferimento in Italia dal 2003

 Chirurgia mini invasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.

 

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Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

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Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – ARS MEDICA 06 362081

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Come è fatta una protesi d’anca?

Come è fatta una protesi d’anca?

In una sostituzione totale dell’anca, sia parte del femore che l’acetabolo del paziente vengono sostituiti con impianti protesiciIn particolare, uno stelo in titanio viene inserito nel canale femorale appositamente preparato.

Attaccato al collo di questo stelo c’è è una sfera in metallo o in ceramica che sostituisce la testa originale del paziente. Questa sfera articolerà in un cuscinetto (chiamato anche inserto) in polietilene ad alta reticolazione o in ceramica a sua volta ancorato meccanicamente ad un involucro semi sferico sempre in titanio, detto cotile o coppa protesica. Questo involucro è inserito al bacino e completarà la nuova articolazione del paziente. 

Grazie ai progressi degli ultimi trent’anni, diversi tipi di materiali da impianto sono stati utilizzati e studiati, assieme anche a nuove procedure chirurgiche e strumentari sempre più evoluti. Ciò consente oggi al chirurgo soluzioni adeguate all’età del paziente e al suo stile di vita.

Fissazione dell’impianto all’osso

Oltre ai materiali relativi agli accoppiamenti testa / inserto acetabolare il chirurgo deve decidere se ancorare la protesi femorale all’osso utilizzando del cemento chirurgico o lasciare che sia l’osso con la sua attività di osteintegrazione a stabilizzare l’impianto ad esso. Nel primo caso lo stelo femorale è in acciaio e piuttosto liscio, a volte lucidato a specchio. Nel secondo caso lo stelo è in titanio e può avere un’aspetto retto o “assomigliare” al canale femorale copiandone la forma. Questi ultimi sono detti “steli anatomici” e sono generalmente scelti per essere usati con gli accessi mini-invasivi

Qui sopra una artroprotesi d’anca non cementata con stelo anatomico e cotile con inserto in polietilene.


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Alimentazione | I possibili benefici della dieta a Zona nei pazienti con protesi d’anca

Cinzia | Allenarsi nella corsa a 1 anno dall’intervento

Abbiamo il piacere di pubblicare un articolo della nostra paziente Cinzia circa la funzione dei radicali liberi prodotti durante l’alimentazione in rapporto alla durata dei polietileni in uso nelle protesi d’anca.

“Un’idea che mi è venuta nell’apprendere, da Manuel Galvez (editor del sito – ndr), che il polietilene per protesi va incontro a usura in seguito alla produzione di radicali liberi (prodotti dalle radiazioni cui veniva sottoposto per essere sterilizzato), i quali, reagendo con altre molecole riducono il peso molecolare del polimero. Negli ultimi anni si sono fatti grandi passi in avanti con le nuove tecnologie di sterilizzazione per ridurre la formazione di tali molecole altamente instabili e ho pensato che l’alimentazione potrebbe incidere negativamente sulla longevità del polietilene poiché ogni volta che ci alimentiamo il nostro organismo produce radicali liberi.

Cortile con inserto in polietilene

La produzione di radicali liberi è tanto più elevata quanto più ipercalorica è la dieta. In altre parole, più mangiamo più introduciamo calorie e più produciamo radicali liberi. Anche se non ingrassiamo. Un regime alimentare che riduce la produzione di radicali liberi è, per quanto concernono le mie conoscenze fino ad oggi, la dieta Zona del dott. Barry Sears. La Zona è una dieta in grado di fornire livelli adeguati di macro e micronutrienti col più basso apporto calorico e quindi con la più bassa produzione di radicali liberi.

E, al contempo, è ricca di antiossidanti che, tra l’altro, vengono impiegati nell’industria delle materie plastiche, tra cui il polietilene, proprio per evitare il loro invecchiamento. In conclusione, il polietilene potrebbe beneficiare di un’alimentazione a bassa produzione di radicali liberi e elevata attività antiossidante come lo è l’organismo che è costituito da materia organica”.

Cinzia T.


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Il vantaggio della protesi d’anca con accesso mini invasivo anteriore

Con l’evoluzione di nuovi accessi chirurgici, migliori tecniche di anestesia, nuovi impianti protesici e sistemi infirmatici di pianificazione pre-operatoria, i chirurghi sono in grado di ridurre i tempi di recupero dopo la sostituzione protesica dell’anca. Gli effetti di tali metodi e tecnologie permettono al chirurgo di operare con maggiore precisione e minore invasività. La chirurgia mini invasiva per la sostituzione dell’anca ha questo come obiettivo.

Approccio anteriore all’anca

Il vantaggio della protesi d’anca con accesso mini invasivo anteriore è certamente nella minore lesione ai tessuti. Grazie a questo i pazienti si sentono meglio e si riprendono più velocemente. Il paziente è incoraggiato a muoversi e riabilitarsi in tempi brevissimi e soprattutto nei pazienti più giovani quasi sempre non è necessaria la fisioterapia. Questo non vuol dire che le tecniche chirurgiche mini invasive siano prive di rischi e complicazioni come d’altra parte non lo è qualsiasi tipo di intervento chirurgico.

Per maggiori informazioni non esitate a contattarci.