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Protesidanca.net | La parola ai pazienti

La parola ai pazienti 

Migliaia sono le persone che dal 2003 si sono sottoposte ad un intervento di protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore affidandosi alla nostra èquipe. Abbiamo pensato di raccogliere qui alcune loro testimonianze in modo da soddisfare coloro che hanno il piacere di ascoltare dalla loro viva voce le impressioni “a caldo”.

Nulla è più convincente e comunicativo delle stesse parole dei pazienti. La loro esperienza è trasmessa nel linguaggio più semplice e comprensibile per un altro paziente ed il messaggio arriva a destinazione più diretto e veloce in confronto a tante spiegazioni tecniche o scientifiche.

Alfredo
Sergio alla Maratona di Roma 2021
Sergio
Michele
Renato
Raffaele
Michele
Massimo
Schermata 2019-09-25 alle 21_Fotor
Alessandra
Antonio
Antonio
Pietro Shot
Pietro | Anestesista
Cinzia | Allenarsi nella corsa a 1 anno dall’intervento
Cinzia corre la Race for the Cure a 11 mesi dall’intervento!
Schermata 2018-04-08 alle 19_Fotor
Sergio
Schermata2018-02-06alle16_Fotor
Cinzia
Germana
Maria Teresa
Maurizio
Paolo
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Roberto
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Alessandro
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Pietro
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Piera

 

Il Dr Cammarano, a sinistra, e il Dr De Peppo

La più grande casistica in Italia

“PASSARE TRA I MUSCOLI SENZA INCIDERLI O STACCARLI”


Per visite in STUDIO a ROMA chiamare:

Dott. G. Cammarano tel:+39 329 1214372 – ARS Medica 06 362081

Dott. M. de Peppo tel:+39 329 1214439 – ARS Medica tel:06 362081

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Approccio anteriore all’anca

Protesidanca.net | Ecco perché scegliere la Mininvasiva Anteriore

 Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoriarelativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.

Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli  dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.

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Non sarà necessario limitare alcuni movimenti per evitare il rischio di lussazioni poiché grazie alla integrità di tutti i muscoli coinvolti nei movimenti dell’anca questo pericolo non esiste

Inoltre la natura stessa dell’accesso, situato sul lato anteriore, previene questa evenienza poiché nei movimenti di flessione, ovvero quando ci si accuccia o ci si siede, l’escursione di movimento dell’anca volge verso i glutei, zona assolutamente non interessata dall’intervento.

Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.

La via inter-muscolare

L’accesso chirurgico mininvasivo anteriore è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli. 

SIOT 2009 5

Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari. Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici

SIOT 2009 4

Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.

Chirurgia mininvasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.


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Approccio anteriore all’anca

Protesidanca.net | Il segreto della Mininvasiva Anteriore? Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli. Guarda il video dell’intervento.

L’accesso mini invasivo anteriore


L’accesso mininvasivo anteriore all’anca. Una realtà affermata.

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Per il Dott. G. Cammarano ed il Dott. M. de Peppo, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

  • Primi in Italia a utilizzarla sin dal 2003
  • Prima struttura in Italia per numero di pazienti operati
  • Primo centro di riferimento in Italia dal 2003
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L’equipe, che opera da sempre a Roma è oggi custode di una ragguardevole esperienza che premia chi sin dalle origini ha creduto che le nuove frontiere della protesica dell’anca dovessero innanzi tutto aiutare a ridurre al minimo i danni ai tessuti molli.

Questo consente oggi di controllare meglio il dolore post-operatorio, accelerare la riabilitazione e permettere ai pazienti di recuperare il loro stile di vita più rapidamente. Tutto ciò, unito a nuovi impianti protesici, tecnologie innovative e strumentari specifici, permette oggi di eseguire routinariamente centinaia di interventi mini-invasivi ogni anno.

Per visite in STUDIO chiamare:

Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – Studio  06 8551948

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 Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

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Da quando nell’ormai lontano 2003, per primi in Italia e tra i pochi al mondo, abbiamo deciso di intraprendere questo nuovo percorso, l’accesso mininvasivo anteriore all’anca è sempre cresciuto in popolarità.

Abbiamo visto affermarsi tra i pazienti questo nuovo approccio sempre di più e con orgoglio oggi possiamo dire che il merito di questa straordinaria storia di successo è anche il nostro.

Ci siamo fatti spazio attraverso i due approcci più utilizzati (laterale e postero-laterale) non senza la diffidenza che normalmente circonda chi si spinge verso nuove strade spostando più in avanti i propri limiti.

Ma dove risiede il segreto di questo successo? Cosa fa dell’accesso mininvasivo anteriore all’anca una via chirurgica cosi speciale?

La “mini anteriore” è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli.

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Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari. Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici

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Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.

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Protesidanca.net | La storia di Tom un paziente che non rinuncia a correre la Maratona di New York anche dopo la protesi d’anca

Sempre più giovani sono i pazienti che affrontano l’intervento per poter riprendere a muoversi o a correre. La storia di Tom (operato da un’altra equipe in America) è solo una altro esempio di quanto sia importante mantenere un livello appropriato di movimento anche dopo l’intervento. Certo non è necessario affrontare maratone ma muoversi è sempre l’obiettivo più importante.

Con oltre 500 gare completate al suo attivo, si potrebbe dire che Tom sia appassionato di corsa, ma più recentemente si è chiesto come sarebbe stato correre dopo un intervento chirurgico di sostituzione protesica dell’anca. 

Ha iniziato la sua carriera di corridore al liceo dove ha partecipato al cross country e ha trascorso la maggior parte della sua vita da adulto correndo i 5 mila poi i 10 mila e mezze maratone.

Ho corso la mia prima maratona a 40 anni nel 2002

Nel corso di un paio di decenni, Tom ha avuto problemi alle ginocchia e ha sviluppato l’artrosi all’anca.

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Tom in gara

Correre dopo la sostituzione dell’anca e gli interventi chirurgici al ginocchio

“Ho subito un intervento chirurgico al menisco su entrambe le ginocchia nel 2003 e nel 2004”, dice Tom. Gli interventi chirurgici hanno avuto successo e da allora Tom non ha avuto problemi significativi.

Il percorso per correre dopo la protesi d’anca

Sebbene i suoi problemi al ginocchio siano stati curati e sia tornato a correre, l’anca destra di Tom ha iniziato a dargli problemi. Gli è stata diagnosticata una artrosi e avrebbe avuto bisogno di un intervento chirurgico quando fosse diventata troppo dolorosa.

Sì o no alla corsa dopo l’intervento?

L’anca di Tom era ormai arrivata ad articolare osso su osso e lui stava ancora correndo, ma ha pensato che avrebbe dovuto ritirarsi dopo aver corso la sua ventesima maratona. Dopotutto, era un bel numero tondo, ha detto.

Correre dopo la protesi diventa una realtà

All’inizio del 2019, Tom ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico di sostituzione protesica dell’anca.

Ricominciare a correre dopo l’intervento durante il COVID

Quando è giunta la pandemia di COVID, sembrava che correre qualsiasi gara fosse fuori questione.

“Ho corso con il mio club di corsa a Evanston”, dice Tom, “ma non c’erano gare da fare nel 2020. Ho fatto una mezza maratona nel maggio del 2021”.

Durante l’estate del 2021, ha gradualmente aumentato la distanza nel fine settimana. “L’anca sembrava andare bene”, dice. “Ho trovato facile correre con i miei amici, quindi ho corso con loro”.

Tom ha corso comodamente fino ai 15 km poi i 18 e si è reso conto che poteva partecipare ad una maratona autunnale.

Tom si iscrive alla maratona di New York

“Ho scelto New York City una delle mie maratone preferite per l’eccitazione della folla”, dice Tom. “Chicago era un’opzione, ma al Columbus Day può fare caldo, mentre New York a novembre è decisamente cool.”

Come si è piazzato Tom

Il tempo di Tom per la TCS New York City Marathon 2021 è stato di 4 ore e 17 minuti. Era contento del risultato, finendo nella prima metà dei partecipanti.

Ha raccontato che è stato difficile affrontare ponti e colline poiché la sua preparazione è stata fatta lungo i terreni pianeggianti dell’Illinois, ma è stato in grado di gareggiare senza avere dolore.

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Tom alla Martona di New York

L’anca non operata come sta andando?

Finora la sua anca sana sta andando bene. Tom sa che potrebbe accelerare l’usura della cartilagine dell’anca sana con i livelli di corsa cui viaggia ma preferisce muoversi che bloccarsi in poltrona a 60 anni.

“Sono stato in grado di riprendermi abbastanza rapidamente”, dice Tom. “Aiuta il fatto che avevo 56 anni al momento dell’ntervento”.

Correre dopo la sostituzione dell’anca: raccogliere i frutti

L’amore di Tom per la corsa non riguarda solo le sensazioni che ama. “Conosco sempre nuove persone e ciò mi piace”, dice. “Sarebbe stata davvero dura smettere di fare movimento”.

Cosa riserva il futuro per correre dopo la sostituzione dell’anca?

Tom dice che ha in programma di seguire il ritmo in futuro facendo una mezza maratona nel gennaio 2022 e forse un’altra maratona in autunno. “Ho sicuramente intenzione di andare avanti”.

Fonte IBJI

Il Dr Cammarano, a sinistra, e il Dr De Peppo

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Protesidanca.net | Quanto costa la Mininvasiva Anteriore in Clinica Privata a Roma?

Il Dr Cammarano ed il Dr De Peppo durante un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore
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LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”


Spesso ci chiedono quanto costi affrontare l’intervento di protesi d’anca mini invasiva anteriore in cinica privata. Negli ultimi anni la maggiore diffusione di polizze sanitarie ha consentito di compensare la sempre maggiore richiesta di interventi di protesi d’anca a carico del servizio sanitario nazionale.

Ciò ha concesso ad una porzione maggiore di pazienti la possibilità di scegliere la clinica privata come partner per operarsi di protesi d’anca mini invasiva anteriore con la nostra équipe.

La Clinica Ars Medica (Roma zona Corso Francia)

Da molti anni il nostro riferimento è la Clinica Ars Medica (06 362081). Convenzionata con i maggiori gruppi assicurativi, garantisce i più alti standard di qualità del settore. Contattateci per informazioni più dettagliate o per un preventivo di spesa, saremo lieti di risolvere ogni vostra necessità a riguardo.

In una realtà ricca di novità su materiali, procedure chirurgiche mininvasive e percorsi fast-track, le strutture private come quelle pubbliche offrono ai pazienti assicurati e non le migliori e più aggiornate tecnologie.

Siamo a disposizione per fornire ulteriori e più dettagliate informazioni circa modalità e procedure. .

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Protesidanca.net | Passare tra i muscoli senza incederli o staccarli. Scarica il PDF della Mininvasiva Anteriore

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Per il Dr. Germano Cammarano ed il Dr. Marco De Peppo, la protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

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Primo Centro d’Eccellenza in Italia
Prima equipe in Italia per numero di pazienti operati

L’equipe del Dr. Cammarano e del Dr. De Peppo è oggi custode di una ragguardevole esperienza maturata in quasi vent’anni di  casistica che premia chi sin dalle origini ha creduto che le nuove frontiere della protesica dell’anca dovessero innanzi tutto aiutare a ridurre al minimo i danni ai tessuti molli.

Questo consente oggi di controllare meglio il dolore post-operatorio, accelerare la riabilitazione e permettere ai pazienti di recuperare il loro stile di vita più rapidamente. Tutto ciò, unito a nuovi impianti protesici, tecnologie innovative e strumentari specifici, permette oggi di eseguire routinariamente centinaia di interventi mini-invasivi ogni anno.

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Protesidanca.net | Ritornare al movimento dopo un intervento di Protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore

Tornare allo sport dopo un intervento di protesi d’anca mininvasivo anteriore? Una prospettiva più che realizzabile visto quanto raccontano i nostri pazienti. Mantenersi in forma e tenere il peso sotto controllo con un’adeguata alimentazione sono la ricetta migliore quando hai la prospettiva di affrontare l’intervento. Al resto pensiamo noi.

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Protesidanca.net | L’impingement femoro-acetabolare dell’anca. Una patologia che affligge pazienti sempre più giovani e sportivi

L’artrosi precoce dell’anca negli adulti è spesso attribuita al cosiddetto impingement femoro-acetabolare dell’anca (FAI). Questo può però causare problematiche anche nei giovani sportivi che con la loro intensa attività motoria accelerano i fenomeni che possono sviluppare il fenomeno dell’artrosi.

Sono descritte 3 tipologie di impingement:

PINCER | È causato da un’eccessiva prominenza del bordo ante-rolaterale dell’acetabolo.

Questo può verificarsi per un’eccessiva crescita del bordo anteriore oppure per una retroversione dell’acetabolo. Con la flessione, la prominenza acetabolare schiaccia il labbro contro il collo del femore. I microtraumi ripetuti possono creare una problematica del labbro acetabolare. Nel corso del tempo, il danno si puotrà estendere anche all’articolazione vera e propria trasformandosi in artrosi.

PINCER

CAM | La testa femorale non ha una forma sferica.

Con la flessione, la porzione non sferica della testa ruota all’interno dell’acetabolo creando una forza di taglio sul bordo anterolaterale della superficie articolare acetabolare. Il movimento ripetuto provoca un danno a livello della cartilagine acetabolare andando a provocare problemi al labbro acetabolare solo successivamente. Nel tempo, il labbro sarà danneggiato ma solo dopo che il processo avanza sulla superficie articolare. I maschi sono tre volte più colpiti da questa problematica rispetto alle femmine.

CAM

MISTA I Si tratta di una combinazione tra le due tipologie precedentemente descritte.

La sintomatologia meccanica associata a lesione intra-articolare è tipicamente descritta come intermittente, a volte come una sensazione di blocco o di click. I movimenti peggiori sono il perno sull’anca, la torsione, i movimenti laterali, la massima flessione e il passaggio dalla posizione accovacciata a quella seduta.

Il punto chiave è la diagnosi precoce. Il dolore in un atleta con FAI dovrebbe essere preso come un segnale di avvertimento preoccupante di danno progressivo all’interno dell’articolazione. È importante tenere presente che molti atleti dimostrano elevata tolleranza al dolore e il danneggiamento dell’articolazione può essere grave anche in coloro che continuano ad esprimersi ad alti livelli.

Fondamentale quindi rimane una attenta valutazione clinica da parte del chirurgo con un conseguente piano di trattamento che tenga in considerazione la fase di sviluppo della malattia.

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Sergio
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Cinzia
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Roberto
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Alessandro
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Pietro
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Protesidanca.net | Come funziona una protesi d’anca e quali sono i Vantaggi dell’Accesso Mininvasivo Anteriore?

È facile immaginare che il primo rischio successiva all’intervento di protesi d’anca è quello della lussazione. Già guardando questo video ci si rende conto di quanto sia più piccola la testa della protesi rispetto a quella del femore rimossa a causa dell’artrosi.

Allora qual è la strada per proteggere la nostra protesi dal rischio di lussazione? Sicuramente quella di lasciare intatti i motori muscolari dell’anca. Questo è possibile esclusivamente con l’accesso mininvasivo anteriore. Infatti passando tra i muscoli senza inciderli o staccarli l’articolazione rimarrà ben coesa e i muscoli con la loro tensione garantiranno una articolarità stabile e sicura.

Ma non finisce qui. Sono anche altri i vantaggi che questo straordinario accesso chirurgico ci offre.

Quali sono i vantaggi offerti dall’accesso mini-invasivo anteriore?

  • Un più rapido recupero post operatorio poiché permette al chirurgo di lavorare tra i muscoli e i tessuti senza staccarli o tagliarli mantenendoli integri.
  • Minore dolore muscolare = immediata ripresa della funzionalità dell’articolazione
  • Aiuta a prevenire il rischio di lussazioni protesiche mantenendo la nuova articolazione in sede proprio grazie alla conservazione integrale delle strutture muscolari. 
  • Rende minore la perdita ematica intra-operatoria.

 Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

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Perche è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli. 

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Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari. Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici

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Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.

Riprendere la vita di ogni giorno

Dopo ogni intervento chirurgico si apre una nuova fase per il paziente, quella che dal suo punto di vista diventa la più importante: la guarigione.

Ogni sforzo da parte del chirurgo è finalizzato al successo di questa ultima fase che rappresenta l’obbiettivo d’eccellenza che egli si prefigge prima di ogni atto chirurgico. 

Migliaia di casi maturati in quasi vent’anni di esperienza contribuiscono oggi a fare dell’accesso mini-invasivo all’anca una scelta sempre più condivisa, sia da parte dei pazienti che dei chirurghi.

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Per il Prof. Germano Cammarano ed il Prof. Marco de Peppo, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

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Se disponete di immagini radiografiche delle vostre articolazioni potete inviarle alla nostra attenzione.
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Se sono in formato tradizionale:

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