L’atto chirurgico in sé non è che la “punta dell’iceberg” di un progetto che comincia ben prima del giorno dell’intervento. Quando il paziente è difronte alla prospettiva di affrontare un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore, intraprende un percorso che step dopo step costituisce il planning pre-operatorio, ovvero il progetto dell’intervento vero e proprio.
Dopo gli esami clinici di rito al paziente vengono prescritti particolari proiezioni radiografiche dell’area da trattare, sulla quale vengono eseguite tutte le necessarie misurazioni per valutare dimensioni e orientamenti della protesi. Tutti i dati raccolti in questa fase vengono messi in relazione con lo status scheletrico del paziente valutato clinicamente. In questa fase si rilevano per esempio eventuali dismetrie (asimmetrie nella lunghezza degli arti) ed altri parametribiometrici da tenere in considerazione in fase chirurgica.
Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoriarelativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.
Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.
Non sarà necessario limitare alcuni movimenti per evitare il rischio di lussazioni poiché grazie alla integrità di tutti i muscoli coinvolti nei movimenti dell’anca questo pericolo non esiste.
Inoltre la natura stessa dell’accesso, situato sul latoanteriore, previene questa evenienza poiché neimovimenti di flessione, ovvero quando ci si accuccia o ci si siede, l’escursione di movimento dell’anca volge verso i glutei, zona assolutamente non interessata dall’intervento.
Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.
La via inter-muscolare
L’accesso chirurgico mininvasivo anterioreè una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli.
Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli
Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari.Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici.
Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.
Chirurgia mininvasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.
L’atto chirurgico in sé non è che la “punta dell’iceberg” di un progetto che comincia ben prima del giorno dell’intervento. Quando il paziente è difronte alla prospettiva di affrontare un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore, intraprende un percorso che step dopo step costituisce il planning pre-operatorio, ovvero il progetto dell’intervento vero e proprio.
Dopo gli esami clinici di rito al paziente vengono prescritti particolari proiezioni radiografiche dell’area da trattare, sulla quale vengono eseguite tutte le necessarie misurazioni per valutare dimensioni e orientamenti della protesi. Tutti i dati raccolti in questa fase vengono messi in relazione con lo status scheletrico del paziente valutato clinicamente. In questa fase si rilevano per esempio eventuali dismetrie (asimmetrie nella lunghezza degli arti) ed altri parametribiometrici da tenere in considerazione in fase chirurgica.
Se disponete di immagini radiografiche delle vostre articolazioni potete inviarle alla nostra attenzione.
Se sono in formato tradizionale:
Per potercele fornire è sufficiente fotografarle appoggiandole ad una superficie luminosa, come per esempio lo schermo di un computer purché sia aperto su di una pagina bianca. Dopodiché inviate le foto digitali alla nostra mail:
L’atto chirurgico in sé non è che la “punta dell’iceberg” di un progetto che comincia ben prima del giorno dell’intervento. Quando il paziente è difronte alla prospettiva di affrontare un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore, intraprende un percorso che step dopo step costituisce il planning pre-operatorio, ovvero il progetto dell’intervento vero e proprio.
Dopo gli esami clinici di rito al paziente vengono prescritti particolari proiezioni radiografiche dell’area da trattare, sulla quale vengono eseguite tutte le necessarie misurazioni per valutare dimensioni e orientamenti della protesi. Tutti i dati raccolti in questa fase vengono messi in relazione con lo status scheletrico del paziente valutato clinicamente. In questa fase si rilevano per esempio eventuali dismetrie (asimmetrie nella lunghezza degli arti) ed altri parametribiometrici da tenere in considerazione in fase chirurgica.
Ci fa piacere notare quanto il nostro lavoro, iniziato nel lontano 2003, abbia avuto il giusto riconoscimento nel tempo. Inizialmente affrontare un percorso basato sulla chirurgia mininvasivaanteriore, in controtendenza a tutti gli approcci più diffusi come quello laterale o postero-laterale, voleva dire scostarsi completamente da tutto ciò che allora era considerato il gold standard.
I tre principali accessi chirurgici all’anca a confronto. In GIALLO quello anteriore, in CELESTE quello laterale ed in VERDE il postero–laterale
Sapevamo ed eravamo profondamente convinti che i grandi vantaggi dell’approccio anteriore mininvasivo avrebbero ben presto evidenziato i loro pregi. Ed oggi, 18 anni dopo l’inizio di questa avventura, ne raccogliamo i frutti.
Ovviamente teniamo sempre in considerazione che l’intervento di sostituzione protesica dell’anca è un atto di grandechirurgia e necessita comunque forte competenza e perizia, e come per tutti gli ambiti della chirurgia presenta rischi operatori anche indipendenti dalla volontà e dalla grande abilità del chirurgo.
Ciò detto, I risultati del nostro percorso iniziato nel 2003 non sono tardati ad essere evidenti e sono stati ovviamente esclusivamente i pazienti a comunicarceli.
Il passaggio inter-muscolare dell’approccio mininvasivo anteriore all’anca
Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoria relativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.
Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.
Non sarà necessario limitare alcuni movimenti per evitare il rischio di lussazioni poiché grazie alla integrità di tutti i muscoli coinvolti nei movimenti dell’anca questo pericolo non esiste.
Inoltre la natura stessa dell’accesso, situato sul latoanteriore, previene questa evenienza poiché neimovimenti di flessione, ovvero quando ci si accuccia o ci si siede, l’escursione di movimento dell’anca volge verso i glutei, zona assolutamente non interessata dall’intervento.
Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.
“Circa mezzo milione di persone negli Stati Uniti hanno subito un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca nel 2019, secondo C. Lowry Barnes, presidente dell’Associazione dei chirurghi dell’anca e del ginocchio, con sede a Little Rock, Ark. Questo dato è in aumento rispetto ai circa 375.000 di solo 5 anni fà . Si stima che circa 1 milione di anche verranno protesizzate ogni anno entro il 2030, in parte grazie allo stile di vita sempre più attivo degli americani e alla fiducia nelle nuove tecnologie mediche.
Sono stati compiuti sviluppi significativi negli approcci chirurgici negli interventi di protesi d’anca, con per esempio la robotica per garantire la precisione nel posizionamento della protesi. Sempre più persone optano per l’approccio anteriore, in cui i pazienti sono in posizione supina ed il chirurgo entra dalla parte anteriore tra i gruppi muscolari. “È proprio come separare le tende, quindi ti offre una finestra sull’anca senza staccare i muscoli”, ha detto Nelson, professore di chirurgia ortopedica alla Penn Medicine.
La moderna sostituzione protesica dell’anca è stata sviluppata negli anni ’60 con l’approccio laterale, in cui il medico pratica una lunga incisione sul lato dell’anca, dividendo i muscoli abduttori, consentendo all’anca di essere lussata e vista dal chirurgo. Il più comune oggi è l’approccio posteriore, in cui i pazienti sono sdraiati su un fianco e il chirurgo entra dietro i muscoli abduttori. Ma il metodo anteriore sta guadagnando popolarità man mano che sempre più chirurghi imparano ad utilizzarlo. Si approccia l’anca dalla parte anteriore, nell’intervallo tra due gruppi di muscoli.” Pubblicato sul Philadelphia Inquirer il 7 ottobre 2021.
Quali sono i vantaggi offerti dall’accesso mini-invasivo anteriore?
Un più rapido recupero post operatorio poiché permette al chirurgo di lavorare tra i muscoli e i tessuti senza staccarli o tagliarli mantenendoli integri.
Minore dolore muscolare = immediata ripresa della funzionalità dell’articolazione
Aiuta a prevenire il rischio di lussazioniprotesiche mantenendo la nuova articolazione in sede proprio grazie alla conservazione integrale delle strutture muscolari.
Rende minore la perdita ematica intra-operatoria.
Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?
Perche è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli.
Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli
Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari.Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici.
Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.
Riprendere la vita di ogni giorno
Dopo ogni intervento chirurgico si apre una nuova fase per il paziente, quella che dal suo punto di vista diventa la più importante: la guarigione.
Ogni sforzo da parte del chirurgo è finalizzato al successo di questa ultima fase che rappresenta l’obbiettivo d’eccellenza che egli si prefigge prima di ogni atto chirurgico.
Migliaia di casi maturati in quasi vent’anni di esperienza contribuiscono oggi a fare dell’accesso mini-invasivo all’anca una scelta sempre più condivisa, sia da parte dei pazienti che dei chirurghi.
Per il Prof. Germano Cammarano ed il Prof. Marco de Peppo, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.
Prima struttura in Italia a utilizzarla sin dal 2003
Prima struttura in Italia per numero di pazienti operati
Primo centro di riferimento in Italia dal 2003
Chirurgia mini invasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.
Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo
Per visite in STUDIO a ROMA chiamare:
Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – ARS MEDICA 06 362081
Dott. M. de Peppo +39 329 1214439 – ARS MEDICA 06 362081
L’ artrosi è una malattiadegenerativa, cronica e progressiva delle articolazioni. E’ molto diffusa e ne soffrono oltre 4 milioni di persone in Italia. Colpisce la maggior parte delle persone anziane, ma può colpire anche soggetti giovani. E’ legata solitamente a traumi pregressi, obesità, malformazioni degli arti e attività lavorative usuranti.
Sintomi
Il sintomo più frequente lamentato dal malato è il dolore. Si accentua con il movimento e si riduce con il riposo. Raramente insorge durante il sonno. Con il progredire della malattia può essere presente anche a riposo e accompagnarsi alla sensazione di rigidità e limitazionefunzionale, più o meno invalidante.
Diagnosi
Una accurata visita medica e alcune indagini radiografiche consentono di porre una diagnosi corretta. Ma è difficile fare una diagnosi precoce, in anticipo sul decorso della malattia, poiché generalmente i sintomi compaiono quando le lesionidegenerative sono già evidenti ed evolute.
Terapia
Le indicazioni terapeutiche che si possono fornire comprendono: terapie fisiche e riabilitative, farmaci antiinfiammatori non steroidei ad azione analgesica, trattamento infiltrativo intra-articolare con sostanze atte a migliorare la lubrificazione dell’articolazione.
L’intervento di artroprotesi
Quando la malattia è evoluta e l’inabilità e il dolore sono irreversibili, la soluzione chirurgica ortopedica, rappresentata dall’intervento di artroprotesi, può offrire grandi vantaggi e migliorare consistentemente la qualità di vita. Nelle immagini un esempio di artroprotesi d’anca con stelo anatomico non cementato.
Caso 2 Pre-Op.
Spesso i pazienti ci chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoriarelativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.
Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.
Se soffri di artrosi dell’anca non continuare a sopportare il dolore, contattaci per programmare un percorso risolutivo su misura per te.
E’ possibile tornare a correre e a faresportdopo la protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore? Chiedetelo ai nostri pazienti.
Amare sentirsiinforma è una condizione fondamentale sia prima che dopo l’intervento. Ridurre il peso in eccesso in vista di un intervento di protesi d’anca mininvasiva contribuisce enormemente ad una ripresa ancora più rapida rendendo questa esperienza ancora più gratificante.
Tutto questo unito all’Accesso Chirurgico Mininvasivo Anteriore rappresenta oggi il più alto standard qualitativo nella riabilitazione protesica dell’anca.
Tornare subito al movimento è un gran vantaggio che con l’accesso mininvasivo anteriore si esalta in presenza di pazienti così determinati. Amare sentirsi in forma è una condizione fondamentale sia prima che dopo l’intervento.
Ridurre il peso in eccesso in vista di un intervento di protesi d’anca mininvasiva per aumentare rapidamente una ripresa ancora più rendere questa esperienza ancora più gratificante .