Sport | Giocare a Tennis con una protesi all’anca

Roger Federer in azione

Il ritorno alla attività sportiva è una delle domande più frequenti dei pazienti e il desiderio di ritorno ad una specifica attività sportiva è oggi un fattore determinante nel decidere di sottoporsi all’intervento. La maggior parte dei pazienti ha indicato come principale spinta all’intervento il sollievo da un dolore divenuto asfissiante, ma sono molti quelli vedono il ritorno allo sport come motivazione primaria. Diversi studi hanno cercato di chiarire quali sport i pazienti possano riprendere più facilmente e quale sia il livello che possono essere in grado di ritrovare.

Tra i vari sport praticati da pazienti operati ci sono anche attività ad alto impatto come jogging ad esempio ma sono anche molti i pazienti che hanno preferito passare a sport a minore impatto su consiglio di medici o fisioterapisti. Ultimamente uno degli sport precedentemente definiti ad alto impatto, il tennis, è stato invece rimosso da tale considerazione. Studi scientifici hanno dimostrato che giocare a tennis non mettere in pericolo la sopravvivenza dell’impianto e questo grazie anche alla sempre presenza in campo di giovani pazienti operati.

Federer e Nadal in doppio

Il Tennis non agonistico specialmente nel doppio, non presenta particolari controindicazioni sia dal punto di vista degli spostamenti, che da quello del carico, in particolar modo quando è giocato sulla terra rossa. Nuovi sport della racchetta come il Padel ad esempio, essendo giocati su erba sintetica possono nascondere più insidie anche se giocati sempre in doppio. Ma tutto, in conclusione, dipende anche dal buon senso del giocatore.


protesidanca.net

Testimonianze | La questione Footing tra una giovane paziente e un medico operati con protesi d’anca

central_park_jogging

Qui di seguito un contributo dal sito Runnersworld circa la questione footing tra un giovane paziente operato all’anca ed un medico anch’egli con protesi d’anca. La domanda che ricorre è sempre sull’opportunità o meno di praticare sport come la corsa o più genericamente sport ad impatto per il rischio di una usura precoce delle superfici d’attrito della protesi.


Gentile Dottore,

Sono una donna di 41 anni operata di protesi totale d’anca quasi due anni fa. Ora che sono guarita ed i muscoli si sono riparati, vorrei ricominciare a correre. Ho corso due volte questa settimana a un ritmo lento e costante. La mia domanda è, fino a che punto posso correre senza mettere a rischio la protesi? Lo yoga può integrare la mia corsa? 

Un saluto B. J.


Cara B.J.

Questo è un argomento caro al mio cuore. Anche io ho sono stato operato all’anca circa tre anni fa. Ci sono molte persone che corrono con le protesi d’anca. Detto questo, non ci sono molti dati disponibili per dire quanto e quanto spesso è possibile correre, o addirittura se è sconsigliato farlo. Il pensiero prevalente è che correre potrebbe accelerare l’usura dell’impianto rispetto ad altre attività sportive a minor impatto. La maggior parte dei chirurghi ortopedici che conosco, compreso il mio, non incoraggiano o francamente sconsigliano la corsa dopo una sostituzione totale dell’anca o del ginocchio. La logica sembra essere che limitare l’impatto di carico può preservare la superficie di attrito della protesi. Le nuove protesi sono testate all’usura in laboratorio per durare più di 20/30 anni ma ancora non abbiamo raggiunto tale durata noi che le abbiamo impiantate.

Io ho smesso di correre a vantaggio di attività meno traumatiche per l’anca, lavoro per migliorare e mantenere la forza, l’equilibrio con esercizi di rinforzo per i glutei e la mia giusta condizione cardiovascolare. Il mio obiettivo è quello di preservare la salute e la forma fisica senza accelerare l’usura delle superfici dell’impianto, così ho scelto di non correre. Ho amici e pazienti che hanno scelto di correre e solo il tempo dirà quale strategia è la migliore.

A 41 anni l’aspettativa di vita è lunga e il primo obiettivo dovrebbe essere escludere (o limitare al minimo ndr) le possibilità di reintervento nel futuro. Ovviamente più si è giovani e più questo va tenuto in considerazione poiché la nostra protesi sarà sottoposta ad un più lungo e intenso lavoro.

Le vostre sessioni di yoga possono integrare qualsiasi attività cardiovascolare si sceglie di perseguire.

Spero di esserle stata di aiuto.

Saluti Bill