Tornare a fare sport dopo una protesi d’anca


La protesi d’anca è una delle procedure chirurgiche ortopediche di maggior successo. Negli ultimi anni l’avvento di nuovi materiali e nuove tecniche chirurgiche come l’accesso mininvasivo anteriore all’anca, hanno alzato molto il livello di performance funzionale.

C’è maggiore tolleranza da parte dei chirurghi nel concedere ai loro pazienti di ritornare a molte attività che in precedenza non erano prese in considerazione come idonee. Questo è dovuto al miglioramento delle tecniche chirurgiche e ai nuovi biomateriali.

D’altra parte questo tipo di chirurgia ha una sempre più elevata richiesta da parte di pazienti giovani, prima meno incoraggiati a sottoporsi all’intervento. Questo anche grazie all’accesso mininvasivo anteriore all’anca che rappresenta oggi una opzione sempre più richiesta per le sue peculiarità.

Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli consente al paziente un rapido recupero ed un breve ricovero che grazie all’integrità dei motori muscolari culmina con una rapido ritorno alla vita quotidiana e sportiva.


protesidanca.net

Testimonianze | La parola ai pazienti: Piera 71 anni e due interventi alle anche a distanza di 10 anni

Piera T. 71 anni, pensionata. Parla della sua grave artrosi bilaterale e dei suoi due interventi alle anche effettuati a distanza di dieci anni uno dall’altro. Il primo a 58 anni eseguito in Liguria con accesso laterale e il secondo a 68 effettuato al Cto di Roma con accesso mininvasivo anteriore.

Studi scientifici | Perdere peso prima di operarsi all’anca è meglio?

dieta-obesita

I pazienti obesi che perdono peso prima di avere un intervento di sostituzione del ginocchio o dell’anca possono avere risultati migliori rispetto a quelli che non si sono sottoposti ad un programma di dimagrimento o a un intervento chirurgico di perdita di peso, prima di tali procedure. Questo secondo i risultati di due nuovi studi recentemente presentati al congresso annuale del 2015 della American Academy of Orthopaedic Surgeons a Las Vegas.

Precedenti ricerche hanno documentato i benefici della chirurgia bariatrica,  per i pazienti che sono gravemente in sovrappeso. Nel mese di novembre 2014, per esempio, la rivista scientifica Medical News Today ha pubblicato uno studio che ha sottolineato quanto la chirurgia bariatrica sia altamente efficace per prevenire il diabete di tipo 2 e a ridurre il rischio di malattie cardiache e anche alcuni tipi di tumori.

Il Dr. Emily Dodwell, chirurgo ortopedico presso l’Hospital for Special Surgery (HSS) di New York, ha commentato: “Sappiamo che la chirurgia bariatrica è un intervento economico per obesità patologica, tuttavia, il rapporto costo-beneficio di questo tipo di chirurgia associato alla diminuzione di complicanze relative ad interventi di artroportesi ortopediche, è ancora in fase di studio e non si possono trarre conclusioni affrettate”.

Fonte: MNT

Personaggi | Quali sono i musicisti famosi che hanno una protesi d’anca?

Musicisti famosi che hanno una protesi d’anca? Ecco un paio di esempi.

billyjoel01web
Billy Joel

Nel novembre 2010, Billy Joel ha subito un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca bilaterale: entrambe le anche in un solo intervento… La sua operazione è stata eseguita a New York. Joel ha riferito che i suoi problemi alle anche derivano da una patologia congenita ma non ha specificato quale. Aveva 61 anni all’epoca dell’intervento.


1744079-lionel-richie-617-409
Lionel Richie

Nel 2014 Lionel Richie ha rivelato di aver subito un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca tre anni prima,  quando aveva 65 anni. Richie ha raccontato che usava indossare degli stivali con rialzi molto elevati quando era in Tour con i Commodores; ciò a suo parere avrebbe contribuito fortemente a rovinargli le articolazioni. Da allora, dice, ha deciso di non usarli più, è convinto che rovinino ginocchia, anche e caviglie.

Fonte: Hre

Personaggi | Jack Nicklaus: Golf e protesi d’anca

jack_nicklaus_greatest_18_holes_of_major_championship_golf

Jack Nicklaus è un ex campione del mondo e designer di molti campi da golf in tutto il mondo. “The Golden Bear” aveva 23 anni quando nel 1963 si infortunò all’anca. Da allora si è sottoposto a una lunga sequenza di infiltrazioni al cortisone. Queste hanno contenuto il dolore abbastanza per consentirgli di diventare uno dei giocatori di maggior successo e importanti al mondo, ma nel tempo il tutto è degenerato in artrosi.

Jack ha continuato a giocare anche con la sua artrosi fino ad essere eletto Giocatore del Secolo e Giocatore del millennio da importanti riviste del settore. Ma alla fine il dolore ha avuto la meglio e lo ha costretto al ritiro avvenuto in occasione del British Open del 1998.

Nicklaus si è sottoposto all’intervento di protesi d’anca nel 1999 con la prospettiva di tornare al golf e il desiderio di continuare ad avere una vita attiva con moglie, figli e nipoti. E’ tornato sul campo da golf dopo un programma di riabilitazione aggressivo.

Nel 2005 ha giocato la suo ultimo British Open, il Master e ha portato in fine gli Stati Uniti alla vittoria della President’s Cup. E’ stato insignito della Presidential Medal of Freedom quello stesso anno. Ecco i consigli di Jack per coloro che potrebbero essere di fronte alla prospettiva di una protesi d’anca: “Fate tanto esercizio non importa esattamente quale, ma tenetevi in movimento. Penso che questo sia il senso, e se dovrete operarvi, sarete sicuramente più veloci a riabilitarvi”.

Fonte: Hipex

Testimonianze | La parola ai pazienti: Pietro 51 anni e due protesi alle anche

Pietro T. 51 anni farmacista, racconta di come ha vissuto con una grave e precoce coxartrosi bilaterale portata avanti dai 30 anni fino al momento in cui, a 46, ha affrontato la veloce sequenza di due artroprotesi a distanza di sei mesi. Paziente operato di protesi d’anca con accesso mininvasivo a entrambi i lati, in piedi il giorno seguente e a casa dopo 4 giorni.

 

 

Studi scientifici | Cellule staminali per rigenerare la cartilagine dell’anca

3d-hip-joint-scaffold

Uno studio pubblicato dalla National Academy of Sciences, i ricercatori dimostra come sia possibile utilizzare le cellule staminali del paziente per far crescere nuova cartilagine attorno ad un apposito modello 3-D.

Come se non bastasse il team, che include alcuni ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, sostiene sia possibile programmare la cartilagine appena cresciuta fino a rilasciare molecole anti-infiammatorie atte a difenderla dal ritorno dell’artrite, la causa più comune del dolore all’anca.

7972507_orig

Secondo il National Institute of Arthritis, l’artrosi è la causa primaria del danno articolare all’anca e richiede un intervento chirurgico di sostituzione protesica della stessa. Ogni anno negli Stati Uniti vengono eseguiti più di 332.000 interventi chirurgici di sostituzione dell’anca.

Nella prospettiva futura di prevenire l’artrosi questa rappresenta sicuramente una delle strade maestre ma occorrerà attendere ancora per poterne sfruttare tutti i benefici. Si è solo all’inizio di questo tipo di terapie e la cautela è d’obbligo.

Fonte: medicalnestoday

Testimonianze | La parola ai pazienti: Alessandro 52 anni

Alessandro G. 52 anni siciliano, appassionato sportivo ed ex calciatore, parla della sua esperienza di grave artrosi all’anca destra e del suo veloce recupero alle attività sportive soltanto 3 mesi dopo l’intervento.
Paziente operato di protesi d’anca con accesso mininvasivo. In piedi il giorno seguente e a casa senza nessun ausilio dopo 4 giorni.

Testimonianze | La parola ai pazienti: Roberto 70 anni

Roberto R. 70 anni romano, appassionato escursionista e sciatore, parla della sua esperienza di artrosi all’anca sinistra e del suo veloce recupero dopo l’intervento.

 

Innovazione | Il trattamento di lesioni cartilaginee con PRP

7972507_orig

Negli ultimi anni molte sono le nuove tecnologie in campo biologico ad essere ampiamente utilizzate per il trattamento di lesioni cartilaginee. Uno dei nuovi trattamenti più sfruttati è il concentrato piastrinico (PRP), il cui contenuto elevato di fattori di crescita si suppone possa determinare uno stimolo rigenerativo al tessuto cartilagineo. Nonostante molti promettenti risultati in vitro e in vivo, quando si parla di applicazione clinica una chiara indicazione per l’uso di PRP non può essere valutata. Vi sono dati clinici incoraggianti iniziali, ma solo pochi studi randomizzati controllati sono stati pubblicati, quindi non è possibile appoggiare pienamente questo tipo di approccio per il trattamento di patologie cartilaginee. Inoltre lo studio è molto difficile a causa della grande variabilità nei metodi di preparazione del PRP, della concentrazione, dello stoccaggio, dei metodi di attivazione e persino dei protocolli applicativi. Questi fattori possono spiegare in parte la mancanza di studi controllati di alta qualità fino a ora. Sulla base dei dati attuali, il trattamento con PRP deve essere indicato solo per pazienti con un basso grado degenerazione della cartilagine e in caso di fallimento di approcci conservativi tradizionali.