Il rientro nell’attività sportiva è una delle questioni più comuni tra i pazienti e il desiderio di tornare a una particolare disciplina sportiva rappresenta oggi un fattore cruciale nel decidere di procedere con l’intervento. Molti pazienti hanno indicato come principale motivazione all’intervento il sollevamento da un dolore diventato insopportabile, ma numerosi sono coloro che considerano il ritorno allo sport come la motivazione principale. Vari studi hanno tentato di chiarire quali sport i pazienti possano riprendere con maggiore facilità e a quale livello di prestazione possono aspirare.

Tra i vari sport praticati da pazienti operati ci sono anche attività ad alto impatto come jogging ad esempio ma sono anche molti i pazienti che hanno preferito passare a sport a minore impatto su consiglio di medici o fisioterapisti. Ultimamente uno degli sport precedentemente definiti ad alto impatto, il tennis, è stato invece rimosso da tale considerazione. Studi scientifici hanno dimostrato che giocare a tennis non mettere in pericolo la sopravvivenza dell’impianto e questo grazie anche alla sempre presenza in campo di giovani pazienti operati.

Il Tennis non agonistico specialmente nel doppio, non presenta particolari controindicazioni sia dal punto di vista degli spostamenti, che da quello del carico, in particolar modo quando è giocato sulla terra rossa. Nuovi sport della racchetta come il Padel ad esempio, essendo giocati su erba sintetica possono nascondere più insidie anche se giocati sempre in doppio. Ma tutto, in conclusione, dipende anche dal buon senso del giocatore.




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