Tornare a fare sport dopo la protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore? Chiedetelo ai nostri pazienti

E’ possibile tornare a correre e a fare sport dopo la protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore? Chiedetelo ai nostri pazienti.

Amare sentirsi in forma è una condizione fondamentale sia prima che dopo l’intervento. Ridurre il peso in eccesso in vista di un intervento di protesi d’anca mininvasiva contribuisce enormemente ad una ripresa ancora più rapida rendendo questa esperienza ancora più gratificante.

Tutto questo unito all’Accesso Chirurgico Mininvasivo Anteriore rappresenta oggi il più alto standard qualitativo nella riabilitazione protesica dell’anca.

Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

La più grande casistica in Italia

“PASSARE TRA I MUSCOLI SENZA INCIDERLI O STACCARLI”


Per visite in STUDIO a ROMA chiamare:

Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – ARS Medica 06 362081

Dott. M. de Peppo +39 329 1214439 – ARS Medica 06 362081

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Approccio anteriore all’anca

Testimonianze | Sergio correre a 2 mesi dalla seconda protesi

E’ sempre un piacere veder tornare al movimento i nostri pazienti. Come il nostro Sergio, che a 60 anni compiuti, dimostra quanto forte sia la sua passione e quanto sia felice di tornare a muoversi come un tempo. Ora, dopo la seconda protesi, il suo percorso riabilitativo è completo e può finalmente dedicarsi liberamente al suo sport preferito. Fare del movimento, amare sentirsi in forma è una condizione fondamentale sia prima che dopo l’intervento. Ridurre il peso in eccesso in vista di un intervento di protesi d’anca mini invasiva contribuisce enormemente ad una ripresa ancora più rapida rendendo questa esperienza ancora più gratificante.

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Approccio anteriore all’anca

La protesi d’anca mininvasiva anteriore, una scelta sempre più condivisa per tornare presto al movimento ed allo sport | A Roma dal 2003 il primo Centro d’Eccellenza

Occorre sottolineare che gli atleti piuttosto che le star del cinema o dello spettacolo, sono più inclini ad ammettere di avere una protesi d’anca. Ore di formazione e di pratica possono mettere in crisi le articolazioni e aggiungersi a danni già in itinere. Molti di questi ottimi atleti sono portavoce di diverse aziende produttrici di protesi d’anca e di ginocchio, come il golfista professionista Hal Sutton lo è per la Stryker.

Terry Gene Bollea, meglio noto come il suo nome d’arte Hulk Hogan, cita le sue protesi ad entrambe le anche tra i numerosi interventi chirurgici cui si è sottoposto. Hulk sembra orgoglioso dei suoi interventi e alcuni sono andati in onda per il suo reality show, Hogan Knows Best. La prima protesi d’anca di Hulk Hogan fu effettuata nel 2004. Nel 2012 anche l’altro lato portava i segni dell’artrosi e si sottopose così al secondo intervento.

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Lou Ferrigno, attore ed ex Body Builder, ha interpretato il super eroe della Marvel, The Incredible Hulk. Ha vinto per due volte consecutive il titolo di Mr. Universo. Secondo quanto ha detto in un’intervista sostiene che i lunghi anni di allenamenti come culturista professionista hanno compromesso le sue anche.

Per quanto concerne invece, i personaggi politici o pubblici in genere, preferiscono non fare troppa pubblicità sui loro interventi di protesica ed evitare di farsi vedere zoppicare o procedere in maniera claudicante.

L’ex Sexiest Man (People Magazine, 1992)  Nick Nolte si è sottoposto ad un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca nel novembre 2014.

Steve Carell, attore, ha avuto un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca nel novembre del 2013. Si è infortunato all’articolazione dell’anca giocando a hockey su ghiaccio 12 anni prima e ha sopportato il dolore fino a quando, stanco, ha deciso di sottoporsi all’intervento. Carrel dopo aver descritto la sala operatoria come una camera di tortura ha commentato: Ho guardato diverse operazioni di sostituzione dell’anca con accesso anteriore su YouTube prima del mio intervento. Se siete sensibili vi consiglio di non guardare… Tuttavia, guardarne uno è vantaggioso, perché potrebbero venire in mente domande da porre al vostro chirurgo per avere un quadro della situazione più completo.

Dopo che Arnold Schwarzenegger nel 2007 si ruppe il femore in conseguenza una caduta sugli sci, fu noto che sullo stesso arto aveva una protesi d’anca già dal 2002. Eddie Van Halen fu operato all’anca addirittura nel 1999 a causa di necrosi avascolare della testa. Eddie commentando il suo intervento ha detto che era sveglio durante l’operazione grazie ad un’anestesia epidurale. Aveva solo 44 anni il giorno dell’intervento.

Video in HD dell’intervento di artroprotesi d’anca con accesso mini invasivo anteriore eseguito dal Dr. Cammarano a Roma


L’accesso mininvasivo anteriore all’anca. Una realtà affermata.

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Per il Prof. G. Cammarano e Prof. M. de Peppo, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

  • Prima struttura in Italia a utilizzarla sin dal 2003
  • Prima struttura in Italia per numero di pazienti operati
  • Primo centro di riferimento in Italia dal 2003
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L’equipe, che opera da sempre a Roma è oggi custode di una ragguardevole esperienza che premia chi sin dalle origini ha creduto che le nuove frontiere della protesica dell’anca dovessero innanzi tutto aiutare a ridurre al minimo i danni ai tessuti molli.

Questo consente oggi di controllare meglio il dolore post-operatorio, accelerare la riabilitazione e permettere ai pazienti di recuperare il loro stile di vita più rapidamente. Tutto ciò, unito a nuovi impianti protesici, tecnologie innovative e strumentari specifici, permette oggi di eseguire routinariamente centinaia di interventi mini-invasivi ogni anno.

Per visite in STUDIO chiamare:

Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – Studio  06 8551948

Dott. M. de Peppo +39 329 1214439 – Studio  06 362081


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 Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

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Da quando nell’ormai lontano 2003, per primi in Italia e tra i pochi al mondo, abbiamo deciso di intraprendere questo nuovo percorso, l’accesso mininvasivo anteriore all’anca è sempre cresciuto in popolarità.

Abbiamo visto affermarsi tra i pazienti questo nuovo approccio sempre di più e con orgoglio oggi possiamo dire che il merito di questa straordinaria storia di successo è anche il nostro.

Ci siamo fatti spazio attraverso i due approcci più utilizzati (laterale e postero-laterale) non senza la diffidenza che normalmente circonda chi si spinge verso nuove strade spostando più in avanti i propri limiti.

Ma dove risiede il segreto di questo successo? Cosa fa dell’accesso mininvasivo anteriore all’anca una via chirurgica cosi speciale?

La “mini anteriore” è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli.

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Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari. Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici

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Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.

 Chirurgia mini-invasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.

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Tornare a correre o ad allenarsi dopo una Protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore

Migliaia sono le persone che dal 2003 si sono sottoposte ad un intervento di protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore affidandosi alla nostra èquipe.

Abbiamo pensato di selezionare le testimonianze di chi per hobby o professione si muove molto come le nostre pazienti Cinzia ed Alessandra.

In questo modo speriamo di soddisfare coloro che spesso ci chiedono se potranno tornare a correre o a fare sport dopo l’intervento di protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore

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Alessandra Personal Trainer
Cinzia | Allenarsi nella corsa a 1 anno dall’intervento

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Dimenticare il dolore e… Tornare a godersi la vita!

Le testimonianze dei pazienti valgono più di 1000 parole. Nessuno meglio di un paziente può descrivere ad un altro paziente l’esperienza di un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore.

Soprattutto nessuno meglio di lui può descrivere la sensazione di libertà che regala il ritorno ad una vita piena e soddisfacente.

Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli: Stabilità articolare
Minore perdita ematica
Breve ricovero
Rapido recupero
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Da 15 anni la protesi d’anca mini invasiva anteriore a Roma

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Si può correre con una protesi d’anca? Risponde la nostra paziente Cinzia

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LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”


Anche con una protesi d’anca è possibile continuare a correre. Sono ormai moltissimi i runners che per problemi di artrosi all’anca devono sottoporsi ad un intervento d’impianto di una protesi.

Le cause non dipendono esclusivamente dall’usura relativa all’attività specifica della corsa, ma spesso sono legate a fattori di predisposizione genetica.

L’attività sportiva agonistica contribuisce sicuramente ad un maggiore stress per l’articolazione ma particolari conformazioni anatomiche dell’anca possono accelerare rapidamente il consumo delle cartilagini degenerando in una grave artrosi.

Normalmente il paziente mostra un’anca rigida. Il dolore è localizzato a livello dell’inguine spesso scambiato per pubalgia. Una radiografia del bacino generalmente è sufficiente per la diagnosi.

In genere i primi sintomi sono sopportabili ed il runner continua ad allenarsi senza particolari difficoltà. Se nel programma di allenamento il runner inserisce sport a basso impatto per le anche come nuoto e ciclismo, la corsa potrà ancora al ungo a far parte del proprio programma di esercizio.

Ma in ogni caso l’artrosi dell’anca non è un processo reversibile, può essere solo rallentato ma nella maggior parte dei casi primo poi finisce per necessitare l’intervento chirurgico di sostituzione protesica.

Protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore

La protesizzazione dell’anca è uno degli interventi chirurgici ortopedici che negli anni ha avuto la maggior evoluzione, grazie all’impiego di nuovi materiali e alla introduzione dell‘accesso mininvasivo anteriore.

Esso garantisce un più rapido recupero post operatorio poiché permette al chirurgo di lavorare tra i muscoli e i tessuti senza inciderli o staccarli mantenendoli integri. Ciò porta ad un minore dolore muscolare ed una immediata ripresa della funzionalità dell’articolazione.

Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoria relativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.

Dopo un intervento all’anca effettuato con accesso mininvasivo anteriore, grazie all’assenza del dolore che caratterizzava l’artrosi e ad una ritrovata articolarità i pazienti tornano gradualmente al movimento semplicemente la ricominciando a camminare, a muoversi liberamente come un tempo.

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Approccio anteriore all’anca

Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli  dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.

Non sarà necessario limitare alcuni movimenti per evitare il rischio di lussazioni poiché grazie alla integrità di tutti i muscoli coinvolti nei movimenti dell’anca questo pericolo non esiste

Inoltre la natura stessa dell’accesso, situato sul lato anteriore, previene questa evenienza poiché nei movimenti di flessione, ovvero quando ci si accuccia o ci si siede, l’escursione di movimento dell’anca volge verso i glutei, zona assolutamente non interessata dall’intervento.

Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.

LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”

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Per il Dr. Cammarano ed il Dr. De Peppo la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

Primi in Italia ad utilizzarla sin dal 2003

Prima in Italia per numero di pazienti operati

Primo centro di riferimento in Italia dal 2003

 Chirurgia mini invasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.

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Protesi d’anca mininvasivo anteriore | Recuperare in fretta e tornare presto in palestra

Alessandra, 56 anni Fitness Trainer ed ex atleta della nazionale di nuoto sincronizzato, ci racconta la sua esperienza. Dopo 3 anni di sofferenza alle anche, per una grave coxartrosi bilaterale, si è sottoposta al primo dei due interventi in programma di protesi d’anca mini invasiva. Ci racconta come grazie all’intervento con accesso mini invasivo anteriore, sia stato facile recuperare in fretta e tornare presto in palestra ad allenarsi ed allenare i suoi numerosi allievi del Due Ponti Sporting Club di Roma.

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”

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Fare sport con una protesi d’anca migliora: forza muscolare, coordinazione, equilibrio, resistenza e propriocezione

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Jimmy Connors ex campione di tennis oggi operato di protesi d’anca

La sostituzione totale dell’anca è tra gli interventi di maggior successo della chirurgia ortopedica, ciòè stato documentato e pubblicato negli anni. Le aspettative del paziente sono aumentate e con queste, quelle di molti pazienti giovani e attivi che si pongono come obiettivo quello di riprendere le proprie attività sportive.

Diversi studi hanno dimostrato che gli atleti possono andare incontro ad artrosi dell’anca con maggiore incidenza rispetto al normale e negli ultimi anni diversi nomi sono venuti alla ribalta per aver subito un intervento anche in corso di carriera. Alcuni esempi sono i tennisti Andy Murray ed uno dei fratelli Brian, Bob.

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I fratelli Bryan, campioni di doppio

I vantaggi di una pratica sportiva successiva ad una artroprotesi d’anca  sono innegabili. Oltre alla soddisfazione psicologica che i pazienti traggono dal tornare a praticare una attività sportiva, ci sono i vantaggi di una maggiore forza muscolare, coordinazione, equilibrio, resistenza e propriocezione.

Il che contribuisce a un migliore controllo del corpo e può evitare lesioni da cadute ed altri traumi minori cui possono incorrere pazienti meno attivi.

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Una moderata attività di Jogging non è incompatibile con una protesi d’anca

Concludendo, è sorprendente notare che anche individui che erano relativamente sedentari prima dell’intervento a volte iniziano a fare sport proprio dopo quest’ultimo.

Approccio anteriore all'anca
Approccio anteriore all’anca

L’approccio anteriore è l’unico accesso a non coinvolgere le strutture muscolari. Studi basati su risonanza magnetica hanno dimostrato che dopo l’approccio anteriore, il danno muscolare o la sua degenerazione, sono inesistenti al confronto con accessi chirurgici tradizionali.

Di pari passo prosegue la ricerca sui materiali con l’introduzione di leghe metalliche bio-compatibili più performanti e progressi nella preparazione, sterilizzazione e stoccaggio dei polietileni hanno ridotto in modo significativo i tassi di usura.

Gli inserti in ceramica hanno anche dimostrato tassi di usura veramente bassi ma occorre tenere in considerazione i rischi in caso di forte impatto su questo tipo di materiale di per sé molto rigido.

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– La più grande casisitica in Italia –


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I vantaggi di una pratica sportiva successiva ad una protesi d’anca | Soddisfazione, maggiore forza muscolare, coordinazione, equilibrio, resistenza e propriocezione

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Jimmy Connors ex campione di tennis oggi operato di protesi d’anca

La sostituzione totale dell’anca è tra gli interventi di maggior successo della chirurgia ortopedica, ciòè stato documentato e pubblicato negli anni. Le aspettative del paziente sono aumentate e con queste, quelle di molti pazienti giovani e attivi che si pongono come obiettivo quello di riprendere le proprie attività sportive.

Diversi studi hanno dimostrato che gli atleti possono andare incontro ad artrosi dell’anca con maggiore incidenza rispetto al normale e negli ultimi anni diversi nomi sono venuti alla ribalta per aver subito un intervento anche in corso di carriera. Alcuni esempi sono i tennisti Andy Murray ed uno dei fratelli Brian, Bob.

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I fratelli Bryan, campioni di doppio

I vantaggi di una pratica sportiva successiva ad una artroprotesi d’anca  sono innegabili. Oltre alla soddisfazione psicologica che i pazienti traggono dal tornare a praticare una attività sportiva, ci sono i vantaggi di una maggiore forza muscolare, coordinazione, equilibrio, resistenza e propriocezione.

Il che contribuisce a un migliore controllo del corpo e può evitare lesioni da cadute ed altri traumi minori cui possono incorrere pazienti meno attivi.

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Una moderata attività di Jogging non è incompatibile con una protesi d’anca

Concludendo, è sorprendente notare che anche individui che erano relativamente sedentari prima dell’intervento a volte iniziano a fare sport proprio dopo quest’ultimo.

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Approccio anteriore all’anca

L’approccio anteriore è l’unico accesso a non coinvolgere le strutture muscolari. Studi basati su risonanza magnetica hanno dimostrato che dopo l’approccio anteriore, il danno muscolare o la sua degenerazione, sono inesistenti al confronto con accessi chirurgici tradizionali.

Di pari passo prosegue la ricerca sui materiali con l’introduzione di leghe metalliche bio-compatibili più performanti e progressi nella preparazione, sterilizzazione e stoccaggio dei polietileni hanno ridotto in modo significativo i tassi di usura.

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Protesi d’anca mininvasiva | I Runners possono continuare a correre?

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LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

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Anche con una protesi d’anca è possibile continuare a correre. Sono ormai moltissimi i runners che per problemi di artrosi all’anca devono sottoporsi ad un intervento d’impianto di una protesi.

Le cause non dipendono esclusivamente dall’usura relativa all’attività specifica della corsa, ma spesso sono legate a fattori di predisposizione genetica.

L’attività sportiva agonistica contribuisce sicuramente ad un maggiore stress per l’articolazione ma particolari conformazioni anatomiche dell’anca possono accelerare rapidamente il consumo delle cartilagini degenerando in una grave artrosi.

Normalmente il paziente mostra un’anca rigida. Il dolore è localizzato a livello dell’inguine spesso scambiato per pubalgia. Una radiografia del bacino generalmente è sufficiente per la diagnosi.

In genere i primi sintomi sono sopportabili ed il runner continua ad allenarsi senza particolari difficoltà. Se nel programma di allenamento il runner inserisce sport a basso impatto per le anche come nuoto e ciclismo, la corsa potrà ancora al ungo a far parte del proprio programma di esercizio.

Ma in ogni caso l’artrosi dell’anca non è un processo reversibile, può essere solo rallentato ma nella maggior parte dei casi primo poi finisce per necessitare l’intervento chirurgico di sostituzione protesica.

Protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore

La protesizzazione dell’anca è uno degli interventi chirurgici ortopedici che negli anni ha avuto la maggior evoluzione, grazie all’impiego di nuovi materiali e alla introduzione dell‘accesso mininvasivo anteriore.

Esso garantisce un più rapido recupero post operatorio poiché permette al chirurgo di lavorare tra i muscoli e i tessuti senza inciderli o staccarli mantenendoli integri. Ciò porta ad un minore dolore muscolare ed una immediata ripresa della funzionalità dell’articolazione.

Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoria relativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.

Dopo un intervento all’anca effettuato con accesso mininvasivo anteriore, grazie all’assenza del dolore che caratterizzava l’artrosi e ad una ritrovata articolarità i pazienti tornano gradualmente al movimento semplicemente la ricominciando a camminare, a muoversi liberamente come un tempo.

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Approccio anteriore all’anca

Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli  dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.

Non sarà necessario limitare alcuni movimenti per evitare il rischio di lussazioni poiché grazie alla integrità di tutti i muscoli coinvolti nei movimenti dell’anca questo pericolo non esiste

Inoltre la natura stessa dell’accesso, situato sul lato anteriore, previene questa evenienza poiché nei movimenti di flessione, ovvero quando ci si accuccia o ci si siede, l’escursione di movimento dell’anca volge verso i glutei, zona assolutamente non interessata dall’intervento.

Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.

LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

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Per il Dr. Cammarano ed il Dr. De Peppo la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

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Prima in Italia per numero di pazienti operati

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