Riabilitazione | Rimettersi in forma senza “strafare”

0619_oag-Jimmy-ConnorsL’Artroplastica totale dell’anca e del ginocchio sono diventati un modo estremamente efficace e relativamente comune per alleviare il dolore e ripristinare il movimento di queste articolazioni. Sono circa 200.000 le ginocchia e le anche che vengono protesizzate ogni anno negli Stati Uniti. Grazie al loro miglioramento dopo l’intervento chirurgico, i pazienti spesso si aspettano di essere in grado di intraprendere qualsiasi tipo di attività. Tuttavia, impegnandosi in attività faticose, un paziente può potenzialmente sovraccaricare l’articolazione artificiale mettendone a rischio l’integrità.

Questo è un fattore di rischio tanto maggiore quanto è più giovane il paziente. Nelle attività sportive, gli impatti e il carico aumentano e conseguentemente anche il coefficiente d’usura delle componenti d’attrito dell’impianto (inserti in polietilene). Ad esempio, camminare trasmette sulla protesi un carico di 1,2 volte il peso corporeo. Con la corsa, queste forze arrivano a circa 2,5 volte il peso corporeo. Negli scatti, le forze di reazione sono triplicate a circa 3,6 volte il peso corporeo. Maggiori è la forza,  maggiore è il rischio di usura dell’impianto. Ecco perché il chirurgo opta per accoppiamenti diversi delle componenti di attrito (polietilene/ceramica/ceramica) in base all’età ed alla attività fisica potenziale del paziente.

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Ecco perché è importante chiarire col chirurgo quali sono i propri obiettivi post-operatori. Di seguito un elenco di sport a basso impatto da tenere in considerazione come idonei: tiro con l’arco, ciclismo, biliardo, piscina, bowling, sci di fondo, pesca, golf, doppi non aggressivi a tennis, equitazione, caccia, aerobica a basso impatto, la maggior parte degli sport di tiro, canottaggio, vela, immersioni subacquee, nuoto e passeggiate.

Sport che in generalmente ritenuti a rischio sonobaseball, basket, arrampicata, sci alpino, calcio, arti marziali, paracadutismo, squash, corsa, calcio, sprint, e la pallavolo. In generale, se la partecipazione in uno sport pone sollecitazioni eccessive sulla articolazione artificiale, il paziente deve essere uno spettatore a tale attività piuttosto che un partecipante.

La sostituzione totale dell’articolazione dell’anca o del ginocchio è uno dei modi più efficaci per alleviare il dolore e ripristinare la funzione, ma ricordate, si deve prendere cura dell’impianto perché esso possa durare il più a lungo possibile. 

Fonte: Hughston

 

Imprese | Triatleta vince tre mesi dopo un intervento di protesi d’anca

capetown-em-hr-msj-013_resize-632x421Un atleta dilettante bloccato da una grave osteoartrosi ha vinto una gara di triathlon appena 12 settimane dopo aver subito un intervento di protesi d’anca.

Michael Rix pensava che la sua attività sportiva fosse finita quando ha sviluppato la malattia ossea all’anca sinistra a 40 anni. Ma l’intervento di artroprotesi d’anca ha gli ha consentito di competere di nuovo al massimo livello e addirittura di vincere una medaglia d’argento ai Mondiali di Duathlon del 2015.

Michael di Pulborough, West Sussex, era sovrappeso quando ha ottenuto un posto nella Maratona di Londra e Triathlon del 2004. “Ero sovrappeso e avevo la pressione alta, mi bastava una rampa di scale per andare in affanno”. Ma il suo impegno costante negli allenamenti lo ha reso presto un vero atleta molto competitivo. “Correvo da 100 a 120 miglia a settimana e ad un certo punto mi sentivo quasi invincibile, ma poi un giorno mi alzai dal letto e ho tristemente notato che non riuscivo più a mettermi un calzino”.

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Per i successivi due anni, Michael ha visto aumentare il dolore e un esame ai raggi X ha rivelato che la sua anca sinistra era crivellata da una grave osteoartrosi. Una protesi d’anca è stata l’unica risposta possibile al suo problema. Due settimane dopo l’intervento chirurgico Mike era in palestra a fare Spinning su una bicicletta statica e a fare nuoto, tre mesi dopo ha battuto 105 concorrenti per vincere il Dorney Lake Super Sprint Triathlon.

“Anche se la mia carriera sulla lunga distanza è finita la nuova anca mi ha permesso di competere in eventi multisport come Duathlon sprint e Triathlon a un livello molto alto il che è sorprendente”, ha aggiunto Michael. C’è stato un notevole aumento del numero di giovani che si sottopongono ad una protesi d’anca. Un recente rapporto del Royal College of Surgeons ha rivelato uno sbalorditivo aumento 76% negli ultimi dieci anni nelle persone sotto i 60 anni che hanno subito un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca.

Venti anni fa ai pazienti come Mike sarebbe stato detto di rinunciare allo sport e aspettare, sopportando il dolore, fino ad arrivare ai 60 o 70 anni. Ciò che rende le protesi d’anca oggi più durature sono nuovi materiali che offrono una incomparabile resistenza all’attrito e una ottima integrazione con l’osso.