Tornare a fare sport dopo una protesi d’anca


La protesi d’anca è una delle procedure chirurgiche ortopediche di maggior successo. Negli ultimi anni l’avvento di nuovi materiali e nuove tecniche chirurgiche come l’accesso mininvasivo anteriore all’anca, hanno alzato molto il livello di performance funzionale.

C’è maggiore tolleranza da parte dei chirurghi nel concedere ai loro pazienti di ritornare a molte attività che in precedenza non erano prese in considerazione come idonee. Questo è dovuto al miglioramento delle tecniche chirurgiche e ai nuovi biomateriali.

D’altra parte questo tipo di chirurgia ha una sempre più elevata richiesta da parte di pazienti giovani, prima meno incoraggiati a sottoporsi all’intervento. Questo anche grazie all’accesso mininvasivo anteriore all’anca che rappresenta oggi una opzione sempre più richiesta per le sue peculiarità.

Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli consente al paziente un rapido recupero ed un breve ricovero che grazie all’integrità dei motori muscolari culmina con una rapido ritorno alla vita quotidiana e sportiva.


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Testimonianze | La parola ai pazienti: Piera 71 anni e due interventi alle anche a distanza di 10 anni

Piera T. 71 anni, pensionata. Parla della sua grave artrosi bilaterale e dei suoi due interventi alle anche effettuati a distanza di dieci anni uno dall’altro. Il primo a 58 anni eseguito in Liguria con accesso laterale e il secondo a 68 effettuato al Cto di Roma con accesso mininvasivo anteriore.

Personaggi | Quali sono i musicisti famosi che hanno una protesi d’anca?

Musicisti famosi che hanno una protesi d’anca? Ecco un paio di esempi.

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Billy Joel

Nel novembre 2010, Billy Joel ha subito un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca bilaterale: entrambe le anche in un solo intervento… La sua operazione è stata eseguita a New York. Joel ha riferito che i suoi problemi alle anche derivano da una patologia congenita ma non ha specificato quale. Aveva 61 anni all’epoca dell’intervento.


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Lionel Richie

Nel 2014 Lionel Richie ha rivelato di aver subito un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca tre anni prima,  quando aveva 65 anni. Richie ha raccontato che usava indossare degli stivali con rialzi molto elevati quando era in Tour con i Commodores; ciò a suo parere avrebbe contribuito fortemente a rovinargli le articolazioni. Da allora, dice, ha deciso di non usarli più, è convinto che rovinino ginocchia, anche e caviglie.

Fonte: Hre

Personaggi | Jack Nicklaus: Golf e protesi d’anca

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Jack Nicklaus è un ex campione del mondo e designer di molti campi da golf in tutto il mondo. “The Golden Bear” aveva 23 anni quando nel 1963 si infortunò all’anca. Da allora si è sottoposto a una lunga sequenza di infiltrazioni al cortisone. Queste hanno contenuto il dolore abbastanza per consentirgli di diventare uno dei giocatori di maggior successo e importanti al mondo, ma nel tempo il tutto è degenerato in artrosi.

Jack ha continuato a giocare anche con la sua artrosi fino ad essere eletto Giocatore del Secolo e Giocatore del millennio da importanti riviste del settore. Ma alla fine il dolore ha avuto la meglio e lo ha costretto al ritiro avvenuto in occasione del British Open del 1998.

Nicklaus si è sottoposto all’intervento di protesi d’anca nel 1999 con la prospettiva di tornare al golf e il desiderio di continuare ad avere una vita attiva con moglie, figli e nipoti. E’ tornato sul campo da golf dopo un programma di riabilitazione aggressivo.

Nel 2005 ha giocato la suo ultimo British Open, il Master e ha portato in fine gli Stati Uniti alla vittoria della President’s Cup. E’ stato insignito della Presidential Medal of Freedom quello stesso anno. Ecco i consigli di Jack per coloro che potrebbero essere di fronte alla prospettiva di una protesi d’anca: “Fate tanto esercizio non importa esattamente quale, ma tenetevi in movimento. Penso che questo sia il senso, e se dovrete operarvi, sarete sicuramente più veloci a riabilitarvi”.

Fonte: Hipex

Testimonianze | La parola ai pazienti: Pietro 51 anni e due protesi alle anche

Pietro T. 51 anni farmacista, racconta di come ha vissuto con una grave e precoce coxartrosi bilaterale portata avanti dai 30 anni fino al momento in cui, a 46, ha affrontato la veloce sequenza di due artroprotesi a distanza di sei mesi. Paziente operato di protesi d’anca con accesso mininvasivo a entrambi i lati, in piedi il giorno seguente e a casa dopo 4 giorni.

 

 

Studi scientifici | Cellule staminali per rigenerare la cartilagine dell’anca

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Uno studio pubblicato dalla National Academy of Sciences, i ricercatori dimostra come sia possibile utilizzare le cellule staminali del paziente per far crescere nuova cartilagine attorno ad un apposito modello 3-D.

Come se non bastasse il team, che include alcuni ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, sostiene sia possibile programmare la cartilagine appena cresciuta fino a rilasciare molecole anti-infiammatorie atte a difenderla dal ritorno dell’artrite, la causa più comune del dolore all’anca.

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Secondo il National Institute of Arthritis, l’artrosi è la causa primaria del danno articolare all’anca e richiede un intervento chirurgico di sostituzione protesica della stessa. Ogni anno negli Stati Uniti vengono eseguiti più di 332.000 interventi chirurgici di sostituzione dell’anca.

Nella prospettiva futura di prevenire l’artrosi questa rappresenta sicuramente una delle strade maestre ma occorrerà attendere ancora per poterne sfruttare tutti i benefici. Si è solo all’inizio di questo tipo di terapie e la cautela è d’obbligo.

Fonte: medicalnestoday

Testimonianze | La parola ai pazienti: Alessandro 52 anni

Alessandro G. 52 anni siciliano, appassionato sportivo ed ex calciatore, parla della sua esperienza di grave artrosi all’anca destra e del suo veloce recupero alle attività sportive soltanto 3 mesi dopo l’intervento.
Paziente operato di protesi d’anca con accesso mininvasivo. In piedi il giorno seguente e a casa senza nessun ausilio dopo 4 giorni.

Testimonianze | La parola ai pazienti: Roberto 70 anni

Roberto R. 70 anni romano, appassionato escursionista e sciatore, parla della sua esperienza di artrosi all’anca sinistra e del suo veloce recupero dopo l’intervento.

 

Innovazione | Il trattamento di lesioni cartilaginee con PRP

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Negli ultimi anni molte sono le nuove tecnologie in campo biologico ad essere ampiamente utilizzate per il trattamento di lesioni cartilaginee. Uno dei nuovi trattamenti più sfruttati è il concentrato piastrinico (PRP), il cui contenuto elevato di fattori di crescita si suppone possa determinare uno stimolo rigenerativo al tessuto cartilagineo. Nonostante molti promettenti risultati in vitro e in vivo, quando si parla di applicazione clinica una chiara indicazione per l’uso di PRP non può essere valutata. Vi sono dati clinici incoraggianti iniziali, ma solo pochi studi randomizzati controllati sono stati pubblicati, quindi non è possibile appoggiare pienamente questo tipo di approccio per il trattamento di patologie cartilaginee. Inoltre lo studio è molto difficile a causa della grande variabilità nei metodi di preparazione del PRP, della concentrazione, dello stoccaggio, dei metodi di attivazione e persino dei protocolli applicativi. Questi fattori possono spiegare in parte la mancanza di studi controllati di alta qualità fino a ora. Sulla base dei dati attuali, il trattamento con PRP deve essere indicato solo per pazienti con un basso grado degenerazione della cartilagine e in caso di fallimento di approcci conservativi tradizionali.

Protesidanca.net | Chi sono i Vip che hanno una protesi d’anca?

Ultimamente la cronaca riporta con più frequenza fatti circa la salute di personaggi noti e cosi anche la protesi d’anca ha fatto la sua apparizione nella sfera degli interventi chirurgici dei cosiddetti Vip.

Per citare solo i più recenti, Renzo Arbore, Franco Zeffirelli, Carlo Verdone, i tennisti Andy MurrayBob Bryan e Jimmy Connors. L’elenco prosegue copioso con il golfista americano Hal Sutton, l’ex wrestler Hulk Hogan.

La lista sì potrebbe allungare all’infinito, ma più che stilare un lungo elenco di nomi è utile sottolineare come la medicina abbia fatto passi da gigante nella soluzione del problema dell’artrosi dell’anca. In questi primi vent’anni dei 2000, nuove tecnologie e materiali e soprattutto nuovi accessi meno invasivi hanno spostato molto in avanti sia la durata potenziale degli impianti stessi che i tempi di riabilitazione, fino ad arrivare a risultati veramente sorprendenti.

La prima protesi d’anca di Hulk fu effettuata nel 2004, nel 2012 ha fatto anche l’altro lato.

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Hulk Hogan

Lou Ferrigno, attore ed ex Body Builder, ha interpretato il super eroe della Marvel, The Incredible Hulk. Ha vinto per due volte consecutive il titolo di Mr. Universo. Secondo quanto ha detto in un’intervista sostiene che i lunghi anni di allenamenti come culturista professionista hanno compromesso le sue anche.

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Lou Ferrigno

L’ex Sexiest Man (People Magazine, 1992) Nick Nolte si è sottoposto ad un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca nel novembre 2014.

Steve Carell, attore, è stato operato nel novembre del 2013. Si è infortunato all’anca giocando a hockey su ghiaccio 12 anni prima e ha sopportato il dolore fino a quando, stanco, ha deciso di sottoporsi all’intervento. Carrel dopo aver descritto la sala operatoria come una camera di tortura ha commentato:

Ho guardato diverse operazioni di sostituzione dell’anca con accesso su YouTube prima del mio intervento. Vedere i video è stato un bene, perché mi sono sorte domande da rivolgere al mio chirurgo per avere un quadro della situazione più completo.

Arnold Schwarzenegger ha una protesi d’anca già dal 2002. Eddie Van Halen fu operato all’anca addirittura nel 1999 (quando aveva 44 anni) a causa di necrosi avascolare della testa  (malattia dolorosa che si verifica quando l’afflusso di sangue all’osso della testa del femore è compromesso).

Eddie commentando il suo intervento ha detto che era sveglio durante l’operazione grazie ad un’anestesia epidurale ed ha potuto seguire le varie fasi dell’intevrento.


Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

La più grande casistica in Italia

“PASSARE TRA I MUSCOLI SENZA INCIDERLI O STACCARLI”


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