Protesidanca.net | Quanto costa la Protesi d’Anca Mininvasiva anteriore Roma in Clinica Privata?

Il Dr Cammarano ed il Dr De Peppo durante un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore
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LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”


Spesso ci chiedono quanto costi affrontare l’intervento di protesi d’anca mini invasiva anteriore in cinica privata. Negli ultimi anni la maggiore diffusione di polizze sanitarie ha consentito di compensare la sempre maggiore richiesta di interventi di protesi d’anca a carico del servizio sanitario nazionale.

Ciò ha concesso ad una porzione maggiore di pazienti la possibilità di scegliere la clinica privata come partner per operarsi di protesi d’anca mini invasiva anteriore con la nostra équipe.

La Clinica Ars Medica (Roma zona Corso Francia)

Da molti anni il nostro riferimento è la Clinica Ars Medica (06 362081). Convenzionata con i maggiori gruppi assicurativi, garantisce i più alti standard di qualità del settore.

In una realtà ricca di novità su materiali, procedure chirurgiche mininvasive e percorsi fast-track, le strutture private come quelle pubbliche offrono ai pazienti assicurati e non le migliori e più aggiornate tecnologie.

Siamo a disposizione per fornire ulteriori e più dettagliate informazioni circa modalità e procedure. .

Il Dr Cammarano, a sinistra, e il Dr De Peppo

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“PASSARE TRA I MUSCOLI SENZA INCIDERLI O STACCARLI”


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Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – ARS Medica 06 362081

Dott. M. de Peppo +39 329 1214439 – ARS Medica 06 362081

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Approccio anteriore all’anca

Protesidanca.net | Giocare a Tennis, Padel, o correre dopo una protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore

In questo video alcuni dei nostri pazienti che sono tornati a fare sport.

Il ritorno alla attività sportiva è una delle domande più frequenti dei pazienti e il desiderio di ritorno ad una specifica attività sportiva è oggi un fattore determinante nel decidere di sottoporsi all’intervento. La maggior parte dei pazienti ha indicato come principale spinta all’intervento il sollievo da un dolore divenuto asfissiante, ma sono molti quelli vedono il ritorno allo sport come motivazione primaria. Diversi studi hanno cercato di chiarire quali sport i pazienti possano riprendere più facilmente e quale sia il livello che possono essere in grado di ritrovare.

Andy Murray, qui in campo con serena Williams, ha subito un intervento di protesi all’anca nel 2019

Tra i vari sport praticati da pazienti operati ci sono anche attività ad alto impatto come jogging ad esempio ma sono anche molti i pazienti che hanno preferito passare a sport a minore impatto su consiglio di medici o fisioterapisti. Ultimamente uno degli sport precedentemente definiti ad alto impatto, il tennis, è stato invece rimosso da tale considerazione. Studi scientifici hanno dimostrato che giocare a tennis non mettere in pericolo la sopravvivenza dell’impianto e questo grazie anche alla sempre presenza in campo di giovani pazienti operati.

Jimmy Connors (ex n.1 del Tennis) gioca con una protesi d’anca

Il Tennis non agonistico specialmente nel doppio, non presenta particolari controindicazioni sia dal punto di vista degli spostamenti, che da quello del carico, in particolar modo quando è giocato sulla terra rossa. Nuovi sport della racchetta come il Padel ad esempio, essendo giocati su erba sintetica possono nascondere più insidie anche se giocati sempre in doppio. Ma tutto, in conclusione, dipende anche dal buon senso del giocatore.

Roger Federer in azione
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Approccio anteriore all’anca

Protesidanca.net | La storia di Tom un paziente che non rinuncia a correre la Maratona di New York anche dopo la protesi d’anca

Sempre più giovani sono i pazienti che affrontano l’intervento per poter riprendere a muoversi o a correre. La storia di Tom (operato da un’altra equipe in America) è solo una altro esempio di quanto sia importante mantenere un livello appropriato di movimento anche dopo l’intervento. Certo non è necessario affrontare maratone ma muoversi è sempre l’obiettivo più importante.

Con oltre 500 gare completate al suo attivo, si potrebbe dire che Tom sia appassionato di corsa, ma più recentemente si è chiesto come sarebbe stato correre dopo un intervento chirurgico di sostituzione protesica dell’anca. 

Ha iniziato la sua carriera di corridore al liceo dove ha partecipato al cross country e ha trascorso la maggior parte della sua vita da adulto correndo i 5 mila poi i 10 mila e mezze maratone.

Ho corso la mia prima maratona a 40 anni nel 2002

Nel corso di un paio di decenni, Tom ha avuto problemi alle ginocchia e ha sviluppato l’artrosi all’anca.

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Tom in gara

Correre dopo la sostituzione dell’anca e gli interventi chirurgici al ginocchio

“Ho subito un intervento chirurgico al menisco su entrambe le ginocchia nel 2003 e nel 2004”, dice Tom. Gli interventi chirurgici hanno avuto successo e da allora Tom non ha avuto problemi significativi.

Il percorso per correre dopo la protesi d’anca

Sebbene i suoi problemi al ginocchio siano stati curati e sia tornato a correre, l’anca destra di Tom ha iniziato a dargli problemi. Gli è stata diagnosticata una artrosi e avrebbe avuto bisogno di un intervento chirurgico quando fosse diventata troppo dolorosa.

Sì o no alla corsa dopo l’intervento?

L’anca di Tom era ormai arrivata ad articolare osso su osso e lui stava ancora correndo, ma ha pensato che avrebbe dovuto ritirarsi dopo aver corso la sua ventesima maratona. Dopotutto, era un bel numero tondo, ha detto.

Correre dopo la protesi diventa una realtà

All’inizio del 2019, Tom ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico di sostituzione protesica dell’anca.

Ricominciare a correre dopo l’intervento durante il COVID

Quando è giunta la pandemia di COVID, sembrava che correre qualsiasi gara fosse fuori questione.

“Ho corso con il mio club di corsa a Evanston”, dice Tom, “ma non c’erano gare da fare nel 2020. Ho fatto una mezza maratona nel maggio del 2021”.

Durante l’estate del 2021, ha gradualmente aumentato la distanza nel fine settimana. “L’anca sembrava andare bene”, dice. “Ho trovato facile correre con i miei amici, quindi ho corso con loro”.

Tom ha corso comodamente fino ai 15 km poi i 18 e si è reso conto che poteva partecipare ad una maratona autunnale.

Tom si iscrive alla maratona di New York

“Ho scelto New York City una delle mie maratone preferite per l’eccitazione della folla”, dice Tom. “Chicago era un’opzione, ma al Columbus Day può fare caldo, mentre New York a novembre è decisamente cool.”

Come si è piazzato Tom

Il tempo di Tom per la TCS New York City Marathon 2021 è stato di 4 ore e 17 minuti. Era contento del risultato, finendo nella prima metà dei partecipanti.

Ha raccontato che è stato difficile affrontare ponti e colline poiché la sua preparazione è stata fatta lungo i terreni pianeggianti dell’Illinois, ma è stato in grado di gareggiare senza avere dolore.

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Tom alla Martona di New York

L’anca non operata come sta andando?

Finora la sua anca sana sta andando bene. Tom sa che potrebbe accelerare l’usura della cartilagine dell’anca sana con i livelli di corsa cui viaggia ma preferisce muoversi che bloccarsi in poltrona a 60 anni.

“Sono stato in grado di riprendermi abbastanza rapidamente”, dice Tom. “Aiuta il fatto che avevo 56 anni al momento dell’ntervento”.

Correre dopo la sostituzione dell’anca: raccogliere i frutti

L’amore di Tom per la corsa non riguarda solo le sensazioni che ama. “Conosco sempre nuove persone e ciò mi piace”, dice. “Sarebbe stata davvero dura smettere di fare movimento”.

Cosa riserva il futuro per correre dopo la sostituzione dell’anca?

Tom dice che ha in programma di seguire il ritmo in futuro facendo una mezza maratona nel gennaio 2022 e forse un’altra maratona in autunno. “Ho sicuramente intenzione di andare avanti”.

Fonte IBJI

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Protesidanca.net | Beach Tennis, Padel, Tennis. Tornare allo Sport dopo una Protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore

Si potrebbe parlare di una nuova tendenza ma semplicemente sono sempre più giovani i pazienti che si sottopongono all’intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore. Questo grazie al grande follow-up che vede la protesi d’anca in cima agli interventi di maggior beneficio per il paziente che soffre di artrosi.

Si ritiene infatti che la protesi d’anca sia in assoluto l’intervento di maggior successo tra tutti gli interventi ortopedici negli ultimi trent’anni. Sono migliaia i pazienti operaio ogni anno e grazie a nuovi materiali e strumentari dedicati agli accessi chirurgici mininvasivi, i tempi di recupero ed il ritorno alla vita quotidiana sono paragonabili a quelli convenzionali.

Scegliere quindi di ritornare al movimento o fare sport è una naturale tendenza o prerogativa di quest’ultima generazione di pazienti. Vedere per credere…

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Si potrebbe parlare di una nuova tendenza ma semplicemente sono sempre più giovani i pazienti che si sottopongono all’intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore. Questo grazie al grande follow-up che vede la protesi d’anca in cima agli interventi di maggior beneficio per il paziente che soffre di artrosi.

Si ritiene infatti che la protesi d’anca sia in assoluto l’intervento di maggior successo tra tutti gli interventi ortopedici negli ultimi trent’anni. Sono migliaia i pazienti operaio ogni anno e grazie a nuovi materiali e strumentari dedicati agli accessi chirurgici mininvasivi, i tempi di recupero ed il ritorno alla vita quotidiana sono paragonabili a quelli convenzionali.

Scegliere quindi di ritornare al movimento o fare sport è una naturale tendenza o prerogativa di quest’ultima generazione di pazienti. Vedere per credere…

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Protesidanca.net | Contenere il peso prima dell’intervento di Protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore e tornare al movimento ancora più rapidamente

Contenere il peso entro certi limiti non solo è un’ottima premessa all’esecuzione dell’intervento ma facilita molto la ripresa del movimento.

Un paziente con un peso sotto controllo ha meno difficoltà a riprendere tutti quei movimenti cui non è più abituato a causa del dolore che ne ha limitato l’esecuzione per molto tempo.

Tornare liberi di muoversi è una grandiosa esperienza, rendiamo ancora più speciale e controllando il nostro peso fino al giorno dell’intervento.

 Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoriarelativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.

Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli  dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.

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Non sarà necessario limitare alcuni movimenti per evitare il rischio di lussazioni poiché grazie alla integrità di tutti i muscoli coinvolti nei movimenti dell’anca questo pericolo non esiste

Inoltre la natura stessa dell’accesso, situato sul lato anteriore, previene questa evenienza poiché nei movimenti di flessione, ovvero quando ci si accuccia o ci si siede, l’escursione di movimento dell’anca volge verso i glutei, zona assolutamente non interessata dall’intervento.

Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.

La via inter-muscolare

L’accesso chirurgico mininvasivo anteriore è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli. 

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Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari. Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici

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Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.

Chirurgia mininvasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.


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Tornare al movimento e rimettersi in forma dopo l’intervento

L’estate è il momento giusto per rimettersi in forma… anche dopo un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore!

Una richiesta funzionale sempre più elevata dovuta anche ad una abbassamento dell’età media dei pazienti operati, vede sempre più innalzarsi la pratica sportiva dopo la protesi.

Riprendere il movimento contribuisce certamente ad un rapido percorso riabilitativo. Si è riscontrato inoltre che la pratica sportiva viene spesso intrapresa anche da coloro che precedentemente all’intervento non erano particolarmente dediti al movimento.

Tornare a fare sport significa rinforzare la muscolatura, la propriocezione e prevenire eventuali traumi accidentali.

In definitiva, sia per gli sportivi che non, dopo l’intervento di protesi d’anca mini invasiva anteriore e sicuramente è consigliata una certa attività motoria.

I risultati non tardano a farsi vedere per la nostra soddisfazione ma tutto quella del paziente!

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Sport | Grande prestazione di Cinzia alla Corsa di Miguel 2020

Roma, 19 gennaio 2020 |La Corsa di Miguel si conferma la 10 mila metri con il numero di partecipanti più alto in Italia.


Da lacorsadimiguel.it | Era la notte tra l’8 e il 9 gennaio 1978 a Buenos Aires quando un Ford Falcon nero si fermò davanti a una casa dov’era esposta una bandiera dell’Argentina. Uno squadrone paramilitare al servizio della dittatura militare che dal 1976 al 1983 ha terrorizzato il paese sudamericano, fece irruzione in casa Sanchez e portò via Miguel, 25 anni, senza ragione. Come accadde ad altre trentamila persone circa, i tristemente famosi desaparecidos di cui nessuno ha più avuto notizie. Miguel era diventato un grande appassionato di maratone e aveva scritto una bellissima poesia intitolata “A te atleta”.

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Diversi anni dopo un giornalista romano della Gazzetta dello sportValerio Piccioni, in un viaggio in Argentina è venuto a conoscenza della storia di Miguel ed ebbe l’idea di realizzare un evento che ricordasse la figura dell’uomo Miguel, la sua storia di atleta, la sua storia di uomo che ha sacrificato la vita per un ideale di libertà. Così la Corsa di Miguel, che oggi si corre anche a Buenos Aires, a Bariloche (Argentina), a Barcellona in Spagna, negli Stati Uniti e a L’Aquila dal 2009, è diventata un simbolo: si corre per riaffermare il principio che la libertà individuale di ogni uomo è un diritto inalienabile.


In gara anche quest’anno la nostra atleta Cinzia Turnaturi che corre a due anni e mezzo dall’intervento di protesi d’anca con tecnica mini invasiva anteriore. Eccellente la sua prestazione come lei stessa ci riassume: 12ma di categoria (!!! ndr) su 114 e 443ma assoluta su 2604 totali. Tempo 51’15” con un miglioramento di 1 minuto sul mio miglior tempo post protesi e oltre 2′ e mezzo sulla stessa gara dello scorso anno. Non felice, strafelice”.

Che dire, ci associamo alla sua grande soddisfazione e non mancheremo di testimoniare altre sue imprese come questa.

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Cinzia alla corsa del 2020

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Cinzia alla corsa del 2019

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Correre la 10 km in 52’15” con una protesi d’anca

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Cinzia, a destra, assieme ad un’altra concorrente

La nostra Cinzia continua a correre ed aggiornarci sui suoi risultati (ultima gara romana il 17 novembre scorso: 10km in 52’15” 6a di categoria! ndr). Come spesso ci capita di raccontare molti sono i pazienti che ci chiedono se sarà loro possibile riprendere una attività sportiva dopo l’intervento protesi d’anca mini invasiva anteriore.

La risposta a questa domanda ce la racconta Cinzia che con la sua testimonianza ci dimostra quanto, nella chirurgia protesica dell’anca, nuovi materiali e strumentari assieme a nuovi approcci chirurgici mini invasivi consentono a chi pratica sport di riprendere con entusiasmo una vita attiva e ricca di nuove soddisfazioni.

Molte sono le manifestazioni podistiche romane e l’Appia Run e la Race 4 The Cure sono tra gli eventi più popolari per l’ampia partecipazione anche del pubblico non agonista. Tra questi partecipanti ovviamente non può mancare la nostra Cinzia che non smette mai di stupire con i suoi risultati ed i suoi tempi!

Da quando è stata operata di protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore ha ripreso a correre e non si è più fermata puntando i suoi obiettivi a livelli sempre più alti. La vedremo presto in una nuova intervista in occasione della Race 4 The Cure 2019 dove ci racconterà i suoi progetti e metterà a disposizione la sua esperienza a tutti coloro che desiderano tornare a fare sport dopo l’intervento di protesi d’anca.


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