Sport | Si può correre con una protesi d’anca?

È possibile correre con una protesi d’anca? Molti si pongono questa domanda e di conseguenza riceviamo molte richieste di informazioni su questo argomento.

Riprendere una vita attiva o addirittura poter riprendere le proprie attività sportive preferite è un traguardo è sempre più frequente.

Occorre sottolineare che come in ogni circostanza delle attività umane e anche la chirurgia dell’anca stabilendo un cambio generazionale.

Una nuova generazione di chirurghi si affaccia alla professione usufruendo di tecnologie fino a qualche tempo fa considerate ambiziose.

Si accompagnano a questi professionisti nuove generazioni di pazienti sempre più giovani e con una sempre più alta richiesta funzionale.

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Sono ormai cronaca quotidiana interventi di chirurgia dell’anca di personaggi famosi come attori o addirittura sportivi professionisti come il tennista Andy Murray.

Si sta di conseguenza diffondendo il concetto che oggi è possibile ritornare ad assaporare una vita piena e ricca di movimento una volta superata la terribile fase del dolore che accompagna la malattia dell’anca.

Effettivamente oggi si può dire che grazie a nuove tecnologie e materiali dedicati ed all’evoluzione della chirurgia mininvasiva, le patologie dell’anca trovano nella soluzione protesica, la risposta che soddisfa appieno la stragrande maggioranza delle richieste di una nuova generazione di pazienti sempre più giovani ed esigenti.

Eventi | La Corsa di Miguel è la 10 mila #1 in Italia

Roma, 20 gennaio 2019 |Con ben 5.451 atleti giunti al traguardo, la Corsa di Miguel è ufficialmente la 10 mila metri con il numero di partecipanti più alto in italia.


Con 5451 classificati, la 20ª Corsa di Miguel è la corsa competitiva sui 10 mila metri con più arrivati di sempre in Italia. Rispetto all’edizione 2019 si sono registrati 584 arrivati in più.

All’interno dello Stadio Olimpico sono arrivati migliaia di runner che hanno preso parte alle tre prove in programma (10 chilometri competitiva e non, e la Strantirazzismo di 3 chilometri aperta a tutti).

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La prova competitiva ha visto al traguardo 5451 runner (4155 uomini e 1296 donne), nuovo record di arrivati della gara (4830 era il precedente del 2018) e in assoluto sulla distanza in Italia.

Al traguardo sono arrivati altri 4.000 runner, i circa 2.000 della 10 chilometri non competitiva e gli oltre 2000 della Strantirazzismo, partita dal Ponte della Musica.

In gara anche tanti amici-testimonial della Corsa di Miguel: il Presidente del Coni Giovanni Malagò, che in pratica ha corso entrambe le prove: partito per la 10 chilometri, si è fermato sul Ponte della Musica per accompagnare i tanti giovani della Strantirazzismo, chiudendo con loro la prova all’Olimpico.

In gara anche l’atleta Cinzia Turnaturi che corre a un anno e mezzo dall’intervento di protesi d’anca con tecnica mini invasiva anteriore. Ottimo il suo tempo: 53’56”, la vedremo certamente brillare in molte altre competizioni.

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Cinzia Turnaturi

Come lo scorso anno, hanno partecipato anche i due olimpionici Massimiliano Rosolino, che ha chiuso in 44:19 e Alessandra Sensini che si è migliorata di quasi due minuti rispetto al 2018 (55:53).

Anche il runner più noto d’Italia, Giorgio Calcaterra, ha partecipato come del resto negli anni passati, chiudendo la prova in 34:52.

Infine, Martin Sharples, l’atleta paralimpico argentino amico di Miguel Sanchez, ha portato al termine la gara correndo con una protesi in 1:18.32.

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Martin Sharples

 

Fare sport dopo la protesi d’anca mini invasiva anteriore

L’artroplastica totale d’anca è una delle procedure chirurgiche di maggior successo degli ultimi 30 anni, ma la questione circa l’influenza delle attività del paziente sulla sopravvivenza dell’impianto rimane molto dibattuta.

Con il crescente numero di protesi d’anca, specialmente in una popolazione sempre più giovane, i livelli di attività e le aspettative dei pazienti sono aumentati enormemente. Questo è particolarmente vero per quanto riguarda il ritorno allo sport.

Nuovi materiali e nuovi approcci chirurgici mini invasivi e protocolli di riabilitazione più efficaci offrono alla medicina sportiva e ai pazienti un futuro più attivo e luminoso.
L’intervento di protesi d’anca non deve pregiudicare la pratica di attività sportive, al contrario, tornare in movimento ripristina il corretto funzionamento dei motori muscolari da tempo meno tonici a causa del dolore.

I pazienti ci chiedono spesso quale sia lo sport più indicato a chi ha una protesi d’anca o se possano o meno riprendere una particolare disciplina. Come speso accade è lo stesso paziente che si da una risposta durante la sua guarigione. Nessuno meglio di lui ha la percezione di quali risultati possa ottenere una volta rimessosi “in moto”.

La stessa Hip Society ha prodotto una lista di sport per cosi dire “consentiti” come cyclette, ballo da sala, equitazione, nuoto, tennis doppio, camminata, aerobica e corsa leggera, bicicletta e canottaggio. Ma la lista potrebbe allungarsi ancora con discipline sportive emergenti e di cui solo i pazienti delle ultime generazioni ci porteranno a conoscenza. La discussione resta aperta su sport come sollevamento pesi, sci da discesa, corsa veloce, jazz dancing, pattinaggio sia su ghiaccio che su ruote.

Nel 2018 più di 50.000 persone hanno visitato protesidanca.net per informarsi o richiedere approfondimenti sull’accesso mininvasivo anteriore all’anca, testimoniando quanto sia crescente l’interesse per questo tipo di chirurgia fino a poco tempo fa appannaggio di pochi centri d’eccellenza nel mondo.

Come abbiamo potuto constatare in tuti questi anni, molti dei nostri pazienti hanno ricominciato a fare sport con dei risultati spesso sorprendenti (Cinzia qui sul sito ne è una testimonianza evidente), ma questo resta quindi un argomento molto soggettivo.


L’esperienza del Dr. Cammarano e del Dr. De Peppo (partita nel 2003 al CTO di Roma, 1° centro d’eccellenza in Italia) rappresenta oggi il traguardo che premia chi sin dalle origini ha creduto che le nuove frontiere della protesica dell’anca dovessero innanzi tutto aiutare a ridurre al minimo i danni ai tessuti molli.


protesidanca.net

Interviste | Cinzia: allenarsi nella corsa a 1 anno dall’intervento

Cinzia ci racconta come procedono i suoi allenamenti a 13 mesi dall’intervento di protesi d’anca con tecnica mini invasiva anteriore. Per lei dopo 6 anni di assoluto stop dalle corse, è ricominciata una nuova vita sportiva. Riassaporare il benessere e le sensazioni che lo sport regala è di per se una grande soddisfazione, ma lo è soprattutto quando si pensava di non poter più tornare a provare certe emozioni.


“passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”

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Testimonianze | Cinzia alla Race for the Cure 2018 corre la 2 km a 11 mesi dall’intervento!


Come promesso ecco il video relativo all’impresa di Cinzia alla Race for the Cure disputata a Roma domenica 20 maggio 2018. Cinzia corre la 2 km (non competitiva) a 11 mesi dall’intervento di protesi d’anca mini invasiva anteriore. Una prova di carattere che ci rende orgogliosi di averla avuta come nostra paziente. Ci complimentiamo con lei per la sua tenacia e costanza, fondamentali qualità che la porteranno certamente a raggiungere ulteriori splendidi traguardi. Risultati che sono comunque raggiungibili da chiunque voglia prendere in considerazione di continuare la propria attività sportiva compatibilmente con un intervento di protesi d’anca mini invasiva anteriore. Ringraziamo Cinzia quindi, per il preziosissimo contributo offerto ai molti pazienti che amano lo sport come stile di vita per tutte le età e tutte le condizioni fisiche.


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Protesi Anca Mini Invasiva Anteriore | Sempre più giovani i pazienti e sempre più alta la richiesta funzionale


L’artrosi non è una patologia esclusiva della terza età; colpisce spesso anche i giovani. Tra questi soprattutto i maschi sportivi sono quelli più penalizzati. Statisticamente l’artrosi è la malattia cronica più diffusa tra gli over 75 nel nostro Paese e riguarda soprattutto le donne (circa il 60% contro il 40% degli uomini).

Parlando di artrosi dell’anca, essa porta ad una degenerazione della cartilagine con conseguente dolore intenso all’inguine che si irradia al ginocchio e anche al gluteo. Secondo il RIAP (Registro italiano artro-protesi) sono oltre 90.000 le persone affette da artrosi che ricorrono all’intervento di protesi d’anca ogni anno.

Tra queste negli ultimi anni anche giovani, prevalentemente maschi quarantenni e sportivi. Una intensa e prolungata attività sportiva può costituire un fattore di rischio di usura della cartilagine ed a una conseguente artrosi dell’anca.

Negli ultimi anni si è abbassata la media dell’età dei pazienti operati e nel contempo si è alzata di molto la richiesta funzionale. Questo ha avuto un effetto sulla domanda che si è notevolmente focalizzata su accessi mini invasivi atti a garantire una rapida ripresa del movimento ed una performance adeguata al ritorno alle attività sportive non agonistiche.


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Tornare a fare sport dopo una protesi d’anca


La protesi d’anca è una delle procedure chirurgiche ortopediche di maggior successo. Negli ultimi anni l’avvento di nuovi materiali e nuove tecniche chirurgiche come l’accesso mininvasivo anteriore all’anca, hanno alzato molto il livello di performance funzionale.

C’è maggiore tolleranza da parte dei chirurghi nel concedere ai loro pazienti di ritornare a molte attività che in precedenza non erano prese in considerazione come idonee. Questo è dovuto al miglioramento delle tecniche chirurgiche e ai nuovi biomateriali.

D’altra parte questo tipo di chirurgia ha una sempre più elevata richiesta da parte di pazienti giovani, prima meno incoraggiati a sottoporsi all’intervento. Questo anche grazie all’accesso mininvasivo anteriore all’anca che rappresenta oggi una opzione sempre più richiesta per le sue peculiarità.

Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli consente al paziente un rapido recupero ed un breve ricovero che grazie all’integrità dei motori muscolari culmina con una rapido ritorno alla vita quotidiana e sportiva.


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Il numero di protesi d’anca nelle persone dai 45 ai 54 anni è salito del 205%


Quando si pensa a qualcuno con dei dolori all’anca, immaginiamo sempre una persona anziana. Oggi i pazienti che si sottopongono alla protesi d’anca sono sempre più giovani. Tra il 2000 e il 2010, il numero di protesi d’anca nelle persone dai 45 ai 54 anni è salito del 205%. Gli esperti ritengono che una parte della ragione dell’incremento delle forme artrosiche dell’anca sul giovane è legata alla sempre più intensa attività sportiva durante la giovane età. La protesi d’anca con accesso mini invasivo anteriore oggi la risposta ad una richiesta funzionale sempre più esigente da parte di questa nuova generazione di giovani pazienti.

Sport | Il Tennis è tra gli sport idonei a pazienti con protesi d’anca

La protesi totale dell’anca e del ginocchio sono oggi tra gli interventi ortopedici più comunemente eseguiti con quasi 1 milione di procedure ogni anno negli Stati Uniti. Con l’invecchiamento della generazione del baby boom, la domanda continuerà ad aumentare. Queste procedure chirurgiche sono sempre più appannaggio di pazienti attivi, che spesso partecipano attivamente ad attività sportive anche competitive. Questi pazienti ad alta richiesta funzionale spesso si aspettano di continuare o riprendere uno stile di vita attivo e vigoroso anche dopo la sostituzione protesica.

Il ritorno alla attività sportiva è una delle domande più frequenti poste ai chirurghi e il desiderio di ritorno ad una specifica attività sportiva è oggi un fattore determinante nel decidere di sottoporsi all’intervento. La maggior parte dei pazienti ha indicato come principale spinta evento era il sollievo dal dolore, ma sono molti coloro che hanno risposto che il ritorno alle attività sportive è stato il loro motivazione primaria. I pazienti che si dedicano allo sport sono comprensibilmente desiderosi di tornare a queste attività dopo l’intervento. Diversi studi hanno cercato di chiarire quali sport i pazienti riprendono e quale livello sono in grado di ritrovare.

Tra i vari sport praticati da pazienti operati ci sono anche attività ad alto impatto come jogging ad esempio ma sono anche molti i pazienti che hanno preferito passare a sport a minore impatto sul consiglio di medici o fisioterapisti. Ultimamente è uno degli sport precedentemente definiti ad alto impatto, il tennis, è stato invece rimosso da tale considerazione. Studi scientifici hanno dimostrato che giocare a tennis non mettere in pericolo la sopravvivenza dell’impianto.

Sport | Tecniche mininvasive e nuovi materiali hanno elevato il livello di performance dei pazienti

capetown-em-hr-msj-013_resize-632x421La protesi d’anca è una delle procedure chirurgiche ortopediche di maggior successo. Negli ultimi anni le nuove tecnologie e le nuove tecniche mininvasive hanno alzato molto il livello di performance per i pazienti che sempre più giovani si rivolgono al chirurgo. Linee guida in evoluzione valutano il ritorno allo sport o alle attività ricreative dopo l’intervento.
Generalmente si attendono da 3 a 6 mesi prima di reintrodursi nelle attività hobbistiche preferite.

12 sport vengono considerati da sconsigliare: corsa, sci d’acqua, calcio, baseball, basket, hockey, pallamano, karate, calcio, squash, softball

7 sono quelli ammessi: nuoto, vela, bowling, immersioni, golf, ciclismo su strada, doppi a tennis

Queste le attività sinora valutate come intermedie: escursioni a piedi, pattinaggio su ghiaccio, sci alpino, pesistica, danza, canottaggio, aerobica, tennis singolo

Nel complesso, c’è maggiore tolleranza da parte dei chirurghi nel concedere ai loro pazienti di ritornare a molte attività che in precedenza non erano prese in considerazione come idonee. Questo è dovuto al miglioramento delle tecniche chirurgiche e ai nuovi biomaterialiTuttavia, tali cambiamenti non devono essere un incoraggiamento per i pazienti a praticare attività sportive o ricreative ad alto impatto o comunque pericolose per il loro impianto. Anche se la generazione moderna esige sempre di più dal proprio corpo, si raccomandano attività a basso impatto per garantire tassi di conformità realistici per una lunga vita della protesi.

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