Protesidanca.net | La parola ai pazienti operati con accesso Mininvasivo Anteriore

La parola ai pazienti 

Migliaia sono le persone che dal 2003 si sono sottoposte ad un intervento di protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore affidandosi alla nostra èquipe. Abbiamo pensato di raccogliere qui alcune loro testimonianze in modo da soddisfare coloro che hanno il piacere di ascoltare dalla loro viva voce le impressioni “a caldo”.

Nulla è più convincente e comunicativo delle stesse parole dei pazienti. La loro esperienza è trasmessa nel linguaggio più semplice e comprensibile per un altro paziente ed il messaggio arriva a destinazione più diretto e veloce in confronto a tante spiegazioni tecniche o scientifiche.

Alfredo
Sergio alla Maratona di Roma 2021
Sergio
Michele
Renato
Raffaele
Michele
Massimo
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Alessandra
Antonio
Antonio
Pietro Shot
Pietro | Anestesista
Cinzia | Allenarsi nella corsa a 1 anno dall’intervento
Cinzia corre la Race for the Cure a 11 mesi dall’intervento!
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Sergio
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Maria Teresa
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Roberto
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Alessandro
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Pietro
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La più grande casistica in Italia

“PASSARE TRA I MUSCOLI SENZA INCIDERLI O STACCARLI”


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Dott. M. de Peppo +39 329 1214439 – ARS Medica 06 362081

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Protesidanca.net | Quanto costa la Protesi d’Anca Mininvasiva anteriore Roma in Clinica Privata?

Il Dr Cammarano ed il Dr De Peppo durante un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore
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LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”


Spesso ci chiedono quanto costi affrontare l’intervento di protesi d’anca mini invasiva anteriore in cinica privata. Negli ultimi anni la maggiore diffusione di polizze sanitarie ha consentito di compensare la sempre maggiore richiesta di interventi di protesi d’anca a carico del servizio sanitario nazionale.

Ciò ha concesso ad una porzione maggiore di pazienti la possibilità di scegliere la clinica privata come partner per operarsi di protesi d’anca mini invasiva anteriore con la nostra équipe.

La Clinica Ars Medica (Roma zona Corso Francia)

Da molti anni il nostro riferimento è la Clinica Ars Medica (06 362081). Convenzionata con i maggiori gruppi assicurativi, garantisce i più alti standard di qualità del settore.

In una realtà ricca di novità su materiali, procedure chirurgiche mininvasive e percorsi fast-track, le strutture private come quelle pubbliche offrono ai pazienti assicurati e non le migliori e più aggiornate tecnologie.

Siamo a disposizione per fornire ulteriori e più dettagliate informazioni circa modalità e procedure. .

Il Dr Cammarano, a sinistra, e il Dr De Peppo

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Approccio anteriore all’anca

Protesidanca.net | Giocare a Tennis, Padel, o correre dopo una protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore

In questo video alcuni dei nostri pazienti che sono tornati a fare sport.

Il ritorno alla attività sportiva è una delle domande più frequenti dei pazienti e il desiderio di ritorno ad una specifica attività sportiva è oggi un fattore determinante nel decidere di sottoporsi all’intervento. La maggior parte dei pazienti ha indicato come principale spinta all’intervento il sollievo da un dolore divenuto asfissiante, ma sono molti quelli vedono il ritorno allo sport come motivazione primaria. Diversi studi hanno cercato di chiarire quali sport i pazienti possano riprendere più facilmente e quale sia il livello che possono essere in grado di ritrovare.

Andy Murray, qui in campo con serena Williams, ha subito un intervento di protesi all’anca nel 2019

Tra i vari sport praticati da pazienti operati ci sono anche attività ad alto impatto come jogging ad esempio ma sono anche molti i pazienti che hanno preferito passare a sport a minore impatto su consiglio di medici o fisioterapisti. Ultimamente uno degli sport precedentemente definiti ad alto impatto, il tennis, è stato invece rimosso da tale considerazione. Studi scientifici hanno dimostrato che giocare a tennis non mettere in pericolo la sopravvivenza dell’impianto e questo grazie anche alla sempre presenza in campo di giovani pazienti operati.

Jimmy Connors (ex n.1 del Tennis) gioca con una protesi d’anca

Il Tennis non agonistico specialmente nel doppio, non presenta particolari controindicazioni sia dal punto di vista degli spostamenti, che da quello del carico, in particolar modo quando è giocato sulla terra rossa. Nuovi sport della racchetta come il Padel ad esempio, essendo giocati su erba sintetica possono nascondere più insidie anche se giocati sempre in doppio. Ma tutto, in conclusione, dipende anche dal buon senso del giocatore.

Roger Federer in azione
Il Dr Cammarano, a sinistra, e il Dr De Peppo

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Approccio anteriore all’anca

Protesidanca.net | La parola ai pazienti

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Migliaia sono le persone che dal 2003 si sono sottoposte ad un intervento di protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore affidandosi alla nostra èquipe. Abbiamo pensato di raccogliere qui alcune loro testimonianze in modo da soddisfare coloro che hanno il piacere di ascoltare dalla loro viva voce le impressioni “a caldo”.

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Protesidanca.net | Ritornare al movimento dopo un intervento di Protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore

Tornare allo sport dopo un intervento di protesi d’anca mininvasivo anteriore? Una prospettiva più che realizzabile visto quanto raccontano i nostri pazienti. Mantenersi in forma e tenere il peso sotto controllo con un’adeguata alimentazione sono la ricetta migliore quando hai la prospettiva di affrontare l’intervento. Al resto pensiamo noi.

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Protesidanca.net | Ascolta le testimonianze dei pazienti operati con la Mininvasiva Anteriore

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Protesidanca.net | Nel 2023 saranno 20 anni di Mininvasiva Anteriore. Nelle Testimonianze il racconto di questa entusiasmante storia

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Interviste | Alfredo 59 anni pronto a tornare sui campi di Beach Tennis a 60 giorni dalla seconda protesi

Alfredo

Alfredo, 59 anni, ci racconta la storia dei suoi due interventi a distanza di tre mesi l’uno dall’altro. Ora, dopo due mesi dalla seconda protesi è pronto a tornare ai suoi sport preferiti come Beach Tennis e Padel. Negli ultimi anni la richiesta funzionale da parte di pazienti sempre più giovani è diventata sempre più esigente. Alfredo è un esempio chiaro di quanto la frustrazione dovuta alla sofferenza provocata dall’artrosi ha lasciato il posto ad una sensazione di liberazione dal dolore ed alla prospettiva di tornare al movimento.

Le interviste sono un prezioso contributo che i nostri pazienti mettono a disposizione del nostro pubblico perlopiù formato da altri pazienti che come loro sono in prospettiva di affrontare un intervento di protesi d’anca. La comunicazione tra paziente e paziente è senz’altro più efficace soprattutto in fase preliminare.


La protesi d’anca mininvasiva anteriore a roma dal 2003

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Approccio anteriore all’anca

Protesidanca.net | Personaggi: Jack Nicklaus, giocare a Golf con una protesi d’anca

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Jack Nicklaus è un ex campione del mondo e designer di molti campi da golf in tutto il mondo. “The Golden Bear” aveva 23 anni quando nel 1963 si infortunò all’anca. Da allora si è sottoposto a una lunga sequenza di infiltrazioni al cortisone. Queste hanno contenuto il dolore abbastanza per consentirgli di diventare uno dei giocatori di maggior successo e importanti al mondo, ma nel tempo il tutto è degenerato in artrosi.

Jack ha continuato a giocare anche con la sua artrosi fino ad essere eletto Giocatore del Secolo e Giocatore del millennio da importanti riviste del settore. Ma alla fine il dolore ha avuto la meglio e lo ha costretto al ritiro avvenuto in occasione del British Open del 1998.

Nicklaus si è sottoposto all’intervento di protesi d’anca nel 1999 con la prospettiva di tornare al golf e il desiderio di continuare ad avere una vita attiva con moglie, figli e nipoti. E’ tornato sul campo da golf dopo un programma di riabilitazione aggressivo.

Nel 2005 ha giocato la suo ultimo British Open, il Master e ha portato in fine gli Stati Uniti alla vittoria della President’s Cup. E’ stato insignito della Presidential Medal of Freedom quello stesso anno. Ecco i consigli di Jack per coloro che potrebbero essere di fronte alla prospettiva di una protesi d’anca: “Fate tanto esercizio non importa esattamente quale, ma tenetevi in movimento. Penso che questo sia il senso, e se dovrete operarvi, sarete sicuramente più veloci a riabilitarvi”.

Il punto focale è riabilitarsi il prima possibile e per avere questa prospettiva l’intervento dovrà essere il meno invasivo possibile, cioè dovrà minimizzare i danni ai tessuti molli. La risposta è:

L’accesso mininvasivo anteriore all’anca

Quali sono i vantaggi offerti dall’accesso mini-invasivo anteriore?

  • Un più rapido recupero post operatorio poiché permette al chirurgo di lavorare tra i muscoli e i tessuti senza staccarli o tagliarli mantenendoli integri.
  • Minore dolore muscolare = immediata ripresa della funzionalità dell’articolazione
  • Aiuta a prevenire il rischio di lussazioni protesiche mantenendo la nuova articolazione in sede proprio grazie alla conservazione integrale delle strutture muscolari. 
  • Rende minore la perdita ematica intra-operatoria.

 Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

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Perche è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli. 

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Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari. Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici

SIOT 2009 4

Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.

Riprendere la vita di ogni giorno

Dopo ogni intervento chirurgico si apre una nuova fase per il paziente, quella che dal suo punto di vista diventa la più importante: la guarigione.

Ogni sforzo da parte del chirurgo è finalizzato al successo di questa ultima fase che rappresenta l’obbiettivo d’eccellenza che egli si prefigge prima di ogni atto chirurgico. 

Migliaia di casi maturati in quasi vent’anni di esperienza contribuiscono oggi a fare dell’accesso mini-invasivo all’anca una scelta sempre più condivisa, sia da parte dei pazienti che dei chirurghi.

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Per il Prof. Germano Cammarano ed il Prof. Marco de Peppo, la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

Prima struttura in Italia a utilizzarla sin dal 2003

Prima struttura in Italia per numero di pazienti operati

Primo centro di riferimento in Italia dal 2003

 Chirurgia mini invasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.

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Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo
Se disponete di immagini radiografiche delle vostre articolazioni potete inviarle alla nostra attenzione.
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Se sono in formato tradizionale:

Per potercele fornire è sufficiente fotografarle appoggiandole ad una superficie luminosa, come per esempio lo schermo di un computer purché sia aperto su di una pagina bianca. Dopodiché inviate le foto digitali alla nostra mail:

info@protesidanca.it

Se sono in formato digitale:

Potete semplicemente allegarle sempre alla nostra mail:

info@protesidanca.it


Noi valuteremo il vostro caso e vi risponderemo con un consulto nel più breve tempo possibile.

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