Protesidanca.net | Tornare a muoversi e allo sport dopo una Protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore vuol dire poter contare su maggiore forza muscolare, coordinazione, equilibrio, resistenza e propriocezione

Fare sport con una protesi d’anca migliora: forza muscolare, coordinazione, equilibrio, resistenza e propriocezione

Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

La sostituzione totale dell’anca è tra gli interventi di maggior successo della chirurgia ortopedica, ciòè stato documentato e pubblicato negli anni. Le aspettative del paziente sono aumentate e con queste, quelle di molti pazienti giovani e attivi che si pongono come obiettivo quello di riprendere le proprie attività sportive.

Diversi studi hanno dimostrato che gli atleti possono andare incontro ad artrosi dell’anca con maggiore incidenza rispetto al normale e negli ultimi anni diversi nomi sono venuti alla ribalta per aver subito un intervento anche in corso di carriera. Alcuni esempi sono i tennisti Andy Murray ed uno dei fratelli Brian, Bob.

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I fratelli Bryan, campioni di doppio

I vantaggi di una pratica sportiva successiva ad una artroprotesi d’anca sono innegabili. Oltre alla soddisfazione psicologica che i pazienti traggono dal tornare a praticare una attività sportiva, ci sono i vantaggi di una maggiore forza muscolare, coordinazione, equilibrio, resistenza e propriocezione.

Il che contribuisce a un migliore controllo del corpo e può evitare lesioni da cadute ed altri traumi minori cui possono incorrere pazienti meno attivi.

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Una moderata attività di Jogging non è incompatibile con una protesi d’anca

Concludendo, è sorprendente notare che anche individui che erano relativamente sedentari prima dell’intervento a volte iniziano a fare sport proprio dopo quest’ultimo.

La protesi d’anca mininvasiva anteriore

Approccio anteriore all'anca
Approccio anteriore all’anca

L’approccio anteriore è l’unico accesso chirurgico a non coinvolgere le strutture muscolari. Studi basati su risonanza magnetica hanno dimostrato che dopo l’approccio anteriore, il danno muscolare o la sua degenerazione, sono inesistenti al confronto con accessi chirurgici tradizionali.

Di pari passo prosegue la ricerca sui materiali con l’introduzione di leghe metalliche bio-compatibili più performanti e progressi nella preparazione, sterilizzazione e stoccaggio dei polietileni hanno ridotto in modo significativo i tassi di usura.

Gli inserti in ceramica hanno anche dimostrato tassi di usura veramente bassi ma occorre tenere in considerazione i rischi in caso di forte impatto su questo tipo di materiale di per sé molto rigido.

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“PASSARE TRA I MUSCOLI SENZA INCIDERLI O STACCARLI”


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Approccio anteriore all’anca

Protesidanca.net | Dr Cammarano – Dr De Peppo | Nel 2023 festeggeremo i nostri primi vent’anni di Mininvasiva Anteriore

Nel 2023 festeggeremo i nostri primi vent’anni. Vent’anni nei quali abbiamo potuto confermare quanto avevamo previsto nel lontano 2003 e cioè che l’innovazione nella chirurgia protesica dell’anca dovesse innanzitutto ridurre al minimo gli approcci chirurgici e i danni ai tessuti molli.

Questo consente di controllare il dolore post-operatorio, accelerare la riabilitazione e permettere ai pazienti di recuperare il loro stile di vita più rapidamente

Affidarsi ad un team di esperti è oggi possibile grazie a chi ha scommesso da tempo su approcci chirurgici all’avanguardia come quello Mininvasivo Anteriore.

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Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

Per il Dr. Germano Cammarano ed il Dr. Marco De Peppo, la protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

 Primi utilizzatori in Italia
Primo Centro d’Eccellenza in Italia
Prima equipe in Italia per numero di pazienti operati

L’equipe del Dr. Cammarano e del Dr. De Peppo è oggi custode di una ragguardevole esperienza maturata in quasi vent’anni di  casistica che premia chi sin dalle origini ha creduto che le nuove frontiere della protesica dell’anca dovessero innanzi tutto aiutare a ridurre al minimo i danni ai tessuti molli.

Questo consente oggi di controllare meglio il dolore post-operatorio, accelerare la riabilitazione e permettere ai pazienti di recuperare il loro stile di vita più rapidamente. Tutto ciò, unito a nuovi impianti protesici, tecnologie innovative e strumentari specifici, permette oggi di eseguire routinariamente centinaia di interventi mini-invasivi ogni anno.

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”

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Approccio anteriore all’anca

Protesidanca.net | Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli | Il segreto della Mininvasiva Anteriore

 Perché scegliere l’accesso mininvasivo anteriore?

Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoriarelativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.

Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli  dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.

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Non sarà necessario limitare alcuni movimenti per evitare il rischio di lussazioni poiché grazie alla integrità di tutti i muscoli coinvolti nei movimenti dell’anca questo pericolo non esiste

Inoltre la natura stessa dell’accesso, situato sul lato anteriore, previene questa evenienza poiché nei movimenti di flessione, ovvero quando ci si accuccia o ci si siede, l’escursione di movimento dell’anca volge verso i glutei, zona assolutamente non interessata dall’intervento.

Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.

La via inter-muscolare

L’accesso chirurgico mininvasivo anteriore è una via anatomica che sfrutta l’interstizio tra i muscoli sartorio e retto femorale (medialmente) ed il tensore della fascia lata (lateralmente) per accedere all’anca, senza inciderli o staccarli. 

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Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

Ogni altro accesso chirurgico all’anca, laterale (freccia azzurra) o postero-laterale (freccia verde) necessita l’incisione o il distacco delle inserzioni muscolari. Un passaggio anatomico inter-muscolare consente invece a chi pratica la mininvasiva anteriore di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione. Tutto questo grazie anche all’impiego di nuovi impianti protesici e strumentari specifici

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Il risultato è una immediata ripresa funzionale e la consapevolezza di avere al loro posto integre, tutte le strutture muscolo-tendinee dell’articolazione. Questo protegge il paziente dal rischio di lussazione insito negli interventi di artroprotesi d’anca e accelera di conseguenza il recupero post-operatorio.

Chirurgia mininvasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.


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Protesidanca.net | Giocare a Tennis, Padel, correre. Tornare a fare sport dopo una Protesi d’Anca Mininvasiva Anteriore

Si potrebbe parlare di una nuova tendenza ma semplicemente sono sempre più giovani i pazienti che si sottopongono all’intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore. Questo grazie al grande follow-up che vede la protesi d’anca in cima agli interventi di maggior beneficio per il paziente che soffre di artrosi.

Si ritiene infatti che la protesi d’anca sia in assoluto l’intervento di maggior successo tra tutti gli interventi ortopedici negli ultimi trent’anni. Sono migliaia i pazienti operaio ogni anno e grazie a nuovi materiali e strumentari dedicati agli accessi chirurgici mininvasivi, i tempi di recupero ed il ritorno alla vita quotidiana sono paragonabili a quelli convenzionali.

Scegliere quindi di ritornare al movimento o fare sport è una naturale tendenza o prerogativa di quest’ultima generazione di pazienti. Vedere per credere…

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Si potrebbe parlare di una nuova tendenza ma semplicemente sono sempre più giovani i pazienti che si sottopongono all’intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore. Questo grazie al grande follow-up che vede la protesi in cima agli interventi di maggior beneficio per il paziente che soffre di artrosi dell’anca.

Si ritiene infatti che la protesi d’anca sia in assoluto l’intervento di maggior successo tra tutti gli interventi ortopedici negli ultimi trent’anni. Sono migliaia i pazienti operaio ogni anno e grazie a nuovi materiali e strumentari dedicati agli accessi chirurgici mininvasivi, i tempi di recupero ed il ritorno alla vita quotidiana sono paragonabili a quelli convenzionali.

Scegliere quindi di ritornare al movimento o fare sport è una naturale tendenza o prerogativa di quest’ultima generazione di pazienti. Vedere per credere…

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Approccio anteriore all’anca

Tornare al movimento e rimettersi in forma dopo l’intervento

L’estate è il momento giusto per rimettersi in forma… anche dopo un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore!

Una richiesta funzionale sempre più elevata dovuta anche ad una abbassamento dell’età media dei pazienti operati, vede sempre più innalzarsi la pratica sportiva dopo la protesi.

Riprendere il movimento contribuisce certamente ad un rapido percorso riabilitativo. Si è riscontrato inoltre che la pratica sportiva viene spesso intrapresa anche da coloro che precedentemente all’intervento non erano particolarmente dediti al movimento.

Tornare a fare sport significa rinforzare la muscolatura, la propriocezione e prevenire eventuali traumi accidentali.

In definitiva, sia per gli sportivi che non, dopo l’intervento di protesi d’anca mini invasiva anteriore e sicuramente è consigliata una certa attività motoria.

I risultati non tardano a farsi vedere per la nostra soddisfazione ma tutto quella del paziente!

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“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”


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Protesi d’anca mininvasiva | I Runners possono continuare a correre?

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LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”


Anche con una protesi d’anca è possibile continuare a correre. Sono ormai moltissimi i runners che per problemi di artrosi all’anca devono sottoporsi ad un intervento d’impianto di una protesi.

Le cause non dipendono esclusivamente dall’usura relativa all’attività specifica della corsa, ma spesso sono legate a fattori di predisposizione genetica.

L’attività sportiva agonistica contribuisce sicuramente ad un maggiore stress per l’articolazione ma particolari conformazioni anatomiche dell’anca possono accelerare rapidamente il consumo delle cartilagini degenerando in una grave artrosi.

Normalmente il paziente mostra un’anca rigida. Il dolore è localizzato a livello dell’inguine spesso scambiato per pubalgia. Una radiografia del bacino generalmente è sufficiente per la diagnosi.

In genere i primi sintomi sono sopportabili ed il runner continua ad allenarsi senza particolari difficoltà. Se nel programma di allenamento il runner inserisce sport a basso impatto per le anche come nuoto e ciclismo, la corsa potrà ancora al ungo a far parte del proprio programma di esercizio.

Ma in ogni caso l’artrosi dell’anca non è un processo reversibile, può essere solo rallentato ma nella maggior parte dei casi primo poi finisce per necessitare l’intervento chirurgico di sostituzione protesica.

Protesi d’anca con accesso mininvasivo anteriore

La protesizzazione dell’anca è uno degli interventi chirurgici ortopedici che negli anni ha avuto la maggior evoluzione, grazie all’impiego di nuovi materiali e alla introduzione dell‘accesso mininvasivo anteriore.

Esso garantisce un più rapido recupero post operatorio poiché permette al chirurgo di lavorare tra i muscoli e i tessuti senza inciderli o staccarli mantenendoli integri. Ciò porta ad un minore dolore muscolare ed una immediata ripresa della funzionalità dell’articolazione.

Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoria relativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.

Dopo un intervento all’anca effettuato con accesso mininvasivo anteriore, grazie all’assenza del dolore che caratterizzava l’artrosi e ad una ritrovata articolarità i pazienti tornano gradualmente al movimento semplicemente la ricominciando a camminare, a muoversi liberamente come un tempo.

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Approccio anteriore all’anca

Le caratteristiche peculiari dell’accesso mininvasivo anteriore, ovvero passare il tra i muscoli senza inciderli o staccarli, facilitano la ripresa del movimento poiché l’assenza di danno muscolare consente a tutti i muscoli  dell’anca di partecipare attivamente alla ripresa del movimento senza ostacolarne il processo grazie all’assenza di dolore.

Non sarà necessario limitare alcuni movimenti per evitare il rischio di lussazioni poiché grazie alla integrità di tutti i muscoli coinvolti nei movimenti dell’anca questo pericolo non esiste

Inoltre la natura stessa dell’accesso, situato sul lato anteriore, previene questa evenienza poiché nei movimenti di flessione, ovvero quando ci si accuccia o ci si siede, l’escursione di movimento dell’anca volge verso i glutei, zona assolutamente non interessata dall’intervento.

Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.

LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

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Per il Dr. Cammarano ed il Dr. De Peppo la protesica d’anca con accesso mininvasivo anteriore è una realtà suffragata da migliaia di pazienti operati con successo.

Primi in Italia ad utilizzarla sin dal 2003

Prima in Italia per numero di pazienti operati

Primo centro di riferimento in Italia dal 2003

 Chirurgia mini invasiva, nuove tecnologie ed una grande esperienza maturata in tanti anni di casi comportano vantaggi concreti. Vieni a conoscerli di persona.

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Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

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Protesi d’anca | Pazienti sempre più giovani con sempre più alta richiesta funzionale

L’artrosi non è una patologia esclusiva della terza età; colpisce spesso anche i giovani. Tra questi soprattutto i maschi sportivi sono quelli più penalizzati. Statisticamente l’artrosi è la malattia cronica più diffusa tra gli over 75 nel nostro Paese e riguarda soprattutto le donne (circa il 60% contro il 40%degli uomini).

Parlando di artrosi dell’anca, essa porta ad una degenerazione della cartilagine con conseguente dolore intenso all’inguine che si irradia al ginocchio e anche al gluteo. Secondo il RIAP (Registro italiano artro-protesi) sono oltre 90.000 le persone affette da artrosi che ricorrono all’intervento di protesi d’anca ogni anno.

Tra queste negli ultimi anni anche giovani, prevalentemente maschi quarantenni e sportivi. Una intensa e prolungata attività sportiva può costituire un fattore di rischio di usura della cartilagine ed a una conseguente artrosi dell’anca.

Negli ultimi anni si è abbassata la media dell’età dei pazienti operati e nel contempo si è alzata di molto la richiesta funzionale. Questo ha avuto un effetto sulla domanda che si è notevolmente focalizzata sull’accesso mini invasivo anteriore atto a garantire una rapida ripresa del movimento ed una performance adeguata al ritorno alle attività sportive non agonistiche.

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Protesi d’anca mininvasiva anteriore | Senza fisioterapia tornare a camminare e fare sport

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LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

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Spesso i pazienti chiedono quale sia la terapia di riabilitazione post-operatoria relativa all’accesso anteriore mininvasivo e successivamente quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.

Dopo un intervento all’anca effettuato con accesso mininvasivo anteriore, grazie all’assenza del dolore che caratterizzava l’artrosi e ad una ritrovata articolarità i pazienti tornano gradualmente al movimento semplicemente la ricominciando a camminare, a muoversi liberamente come un tempo.

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Artrosi Anca | Le donne tra i 55 e 65 tra le più interessate al tema su internet

Dalle recenti cronache sportive emergono spesso storie di atleti, anche professionisti, che ritornano al movimento dopo l’intervento di protesi d’anca.

Generalmente sono sportivi di sesso maschile. Da una analisi dei visitatori del nostro sito  emerge invece che tra i due sessi c’è una leggera prevalenza di donne fai 55 e i 65 anni.

Questo naturalmente non è indicativo del fatto che siano le donne ad avere più problemi alle anche, ma probabilmente che sono forse più sensibili e determinate a risolvere la loro problematica.

Non a caso la nostra testimonial per eccellenza è una donna, Cinzia, che negli ultimi tempi ci ha raccontato la sua esperienza di ripresa sportiva dopo un intervento di protesi d’anca mininvasiva.

In questo suo video, Cinzia ci racconta come procedono i suoi allenamenti a 13 mesi dall’intervento di protesi d’anca con tecnica mini invasiva anteriore. Per lei dopo 6 anni di assoluto stop dalle corse, è ricominciata una nuova vita sportiva.

Riassaporare il benessere e le sensazioni che lo sport regala è di per se una grande soddisfazione, ma lo è soprattutto quando si pensava di non poter più tornare a provare certe emozioni.

“passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”

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