Sterilità | L’uso dei caschi protettivi nell’intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore

15thAnniversary-1-570x227

LA PROTESI D’ANCA MININVASIVA ANTERIORE A ROMA DAL 2003

“Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli”



La tecnologia fa passi da gigante, i nuovi accessi mini invasivi contribuiscono a spostare in avanti l’orizzonte della chirurgia ma il tema più ricorrente in sala operatoria è sempre lo stesso:

la sterilità.

Da quando il paziente entra in sala a quando esce, tutta una serie di accorgimenti fanno da contorno all’atto chirurgico vero e proprio. Dalla disinfezione del campo operatorio, che segue dei passi ben precisi quasi come fosse un rituale, al lavaggio e vestizione del chirurgo cui da qualche anno si è aggiunto l’uso dei:

caschi protettivi


Essi chiudono la testa del chirurgo all’interno di un involucro che riveste questi “elmetti” dotati di ventola per introdurre aria. I caschi consentono di ridurre al minimo la possibilità di contaminazione da chirurgo a paziente e viceversa.

Inutile sottolineare che il loro livello di protezione è enormemente più efficace delle tradizionali mascherine e cappellini non sterili.

Studi scientifici hanno dimostrato che l’uso di questi caschi abbassa notevolmente il rischio di infezione derivante da fattori esterni al campo operatorio.


Da notare che per l’accesso mini invasivo anteriore all’anca il chirurgo può usufruire di speciali modelli dotati di fonte di luce. Infatti dal momento che la via offre una finestra davvero piccola (solo 8-10cm) risulta più difficile orientare le luci delle grandi lampade scialitiche all’interno della cavità.

Cosi da qualche anno è disponibile questo speciale modello che favorisce il chirurgo nell’orientare a piacimento un fascio diretto di luce in modo da vedere all’interno di questo spazio straordinariamente minuto.

Passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli

15thAnniversary-1-570x227

Protesidanca.net

Per visite in STUDIO chiamare:

Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – Studio  06 362081

Dott. M. de Peppo +39 329 1214439 – Studio  06 362081

 

Innovazione | Accesso mini invasivo anteriore all’anca e robotica

Gli interventi di chirurgia robotica ortopedica sono una realtà già da più di qualche anno ma non tutti sanno esattamente di cosa si tratta. Si tratta di una tecnologia che permette al chirurgo di operare un paziente con l’ausilio di un braccio meccanico (componente robotica) e quindi poter prevenire mal posizionamenti delle componenti protesiche. Bisogna tener presente che l’accesso chirurgico resta prerogativa del chirurgo quindi gli accessi mini-invasivi all’anca (come quello anteriore) dipendono sempre dall’esperienza dell’uomo e non dal robot. La macchina non serve a passare tra i muscoli senza inciderli o staccarli ma aiuta nella fase di resezione ossea a posizionare correttamente la protesi.

Dove l’uso del robot fa la differenza quindi? La differenza sostanzialmente si nota di più nella protesi di ginocchio totale e mono-compartimentale. Vista la natura stessa di questo intervento che è basato su numerosi tagli sull’osso e l’uso di uno strumentario piuttosto complicato. Sul ginocchio grazie al robot è garantita l’estrema precisione del posizionamento delle componenti grazie ad un accurato plenning pre-operatoriio basato su TAC ed al braccio meccanico che guida quello dell’uomo lungo tutto il percorso delle resezioni ossee. Tutto ciò inoltre consente la quasi assenza dello strumentario chirurgico, ciò libera il chirurgo dal suo ingombro e consente un intervento che sul ginocchio è sicuramente più accurato e meno invasivo.

Sterilità | L’uso dei caschi abbatte il rischio delle infezioni


La tecnologia fa passi da gigante, i nuovi accessi mini invasivi contribuiscono a spostare in avanti l’orizzonte della chirurgia ma il tema più ricorrente in sala operatoria è sempre lo stesso: la sterilità.

Da quando il paziente entra in sala a quando esce, tutta una serie di accorgimenti fanno da contorno all’atto chirurgico vero e proprio. Dalla disinfezione del campo operatorio, che segue dei passi ben precisi quasi come fosse un rituale, al lavaggio e vestizione del chirurgo cui da qualche anno si è aggiunto l’uso dei cosiddetti Steril Shield (barriere sterili).


Veri e propri caschi che chiudono la testa del chirurgo per poter escludere qualsiasi possibilità di contaminazione derivante dalle tradizionali mascherine e cappellini non sterili. Studi scientifici hanno dimostrato che l’uso di questi caschi abbassa notevolmente il rischio di infezione derivante da fattori esterni al campo operatorio.


Da notare che per l’accesso mini invasivo anteriore all’anca il chirurgo può usufruire di speciali modelli dotati di fonte di luce. Infatti dal momento che la via offre una finestra davvero piccola (solo 8-10cm) risulta più difficile orientare le luci delle grandi lampade scialitiche all’interno della cavità. Cosi da qualche anno è disponibile questo speciale modello che favorisce il chirurgo nell’orientare a piacimento un fascio diretto di luce in modo da vedere all’interno di questo spazio straordinariamente minuto.

 

Protesidanca.net | L’uso dei caschi negli interventi di artroprotesi

Il Dr Cammarano ed il Dr De Peppo durante un intervento di protesi d’anca mininvasiva anteriore

L’uso dei caschi durante l’esecuzione di interventi di artroprotesi sta diventando sempre più importante e diffuso. Questo tipo di dispositivi soltanto pochi anni fà non veniva preso nella giusta considerazione nonostante il rischio di infezioni sia da sempre il principale pericolo per il paziente in sala operatoria.

Ma come funzionano? Prima dell’esecuzione di un intervento il chirurgo indossa un casco simile a quello di un ciclista ma con un ventilatore elettrico montato sulla cima. La ventilazione è necessaria poiché sopra il casco l’infermiere di sala poserà una copertura sterile contenente la visiera protettiva. Da questo momento la ventilazione sarà necessaria al corretta respirazione dell’operatore.

Ecco come appare il casco prima di essere coperto dal cappuccio sterile monouso

L’uso di questi dispositivi non comporta grandi investimenti da parte della struttura sanitaria pubblica o privata ma il loro impiego abbassa enormemente il rischio infettivo durante interventi complessi come quelli di artroprotesi. Questo dispositivo, unito alle ultime tecniche chirurgiche mini invasive, alza sicuramente il livello di offerta sanitaria della struttura che ne adotta l’uso.

Adottiamo l’uso dei caschi protettivi fin dall’inizio della nostra avventura con la chirurgia mininvasiva anteriore dell’anca, cioè dal 2003 . In tutti questi anni abbiamo tenuto sempre sotto controllo ogni rischio grazie all’aggiornamento progressivo di tutti gli strumenti che ce lo hanno consentito e continueremo a farlo sempre nel futuro.

Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

La più grande casistica in Italia

“PASSARE TRA I MUSCOLI SENZA INCIDERLI O STACCARLI”


Per visite in STUDIO a ROMA chiamare:

Dott. G. Cammarano +39 329 1214372 – ARS Medica 06 362081

Dott. M. de Peppo +39 329 1214439 – ARS Medica 06 362081

INVIATECI LE VOSTRE IMMAGINI RADIOGRAFICHE

INFO@PROTESIDANCA.IT

CONTATTI


Clinica ARS Medica

Approccio anteriore all’anca