Anestesia | Le moderne tecniche di anestesia e la mininvasiva anteriore

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Le moderne tecniche di anestesia consentono l’esecuzione in estrema sicurezza di tutti gli interventi chirurgici. In particolare per la chirurgia mininvasiva dell’anca, il monitoraggio continuo dei parametri vitali e le modalità di anestesia loco regionale e/o generale rendono l’intervento possibile nel pieno rispetto delle necessità mediche e di comfort del paziente.

Una valutazione preoperatoria attenta del paziente e delle sue necessità mediche concomitanti alla patologia dell’anca, contribuiscono a rendere l’esperienza della chirurgia mininvasiva dell’anca un passo necessario per una migliore qualità di vita futura.

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Aziende | L’eredità del fondatore della Stryker Corporation in un video pubblicato dalla compagnia stessa nel 2015

La Stryker è una delle più grandi aziende del mercato ortopedico, alcuni dei suoi prodotti sono importanti punti di riferimento del mercato.

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Sport | Tecniche mininvasive e nuovi materiali hanno elevato il livello di performance dei pazienti

capetown-em-hr-msj-013_resize-632x421La protesi d’anca è una delle procedure chirurgiche ortopediche di maggior successo. Negli ultimi anni le nuove tecnologie e le nuove tecniche mininvasive hanno alzato molto il livello di performance per i pazienti che sempre più giovani si rivolgono al chirurgo. Linee guida in evoluzione valutano il ritorno allo sport o alle attività ricreative dopo l’intervento.
Generalmente si attendono da 3 a 6 mesi prima di reintrodursi nelle attività hobbistiche preferite.

12 sport vengono considerati da sconsigliare: corsa, sci d’acqua, calcio, baseball, basket, hockey, pallamano, karate, calcio, squash, softball

7 sono quelli ammessi: nuoto, vela, bowling, immersioni, golf, ciclismo su strada, doppi a tennis

Queste le attività sinora valutate come intermedie: escursioni a piedi, pattinaggio su ghiaccio, sci alpino, pesistica, danza, canottaggio, aerobica, tennis singolo

Nel complesso, c’è maggiore tolleranza da parte dei chirurghi nel concedere ai loro pazienti di ritornare a molte attività che in precedenza non erano prese in considerazione come idonee. Questo è dovuto al miglioramento delle tecniche chirurgiche e ai nuovi biomaterialiTuttavia, tali cambiamenti non devono essere un incoraggiamento per i pazienti a praticare attività sportive o ricreative ad alto impatto o comunque pericolose per il loro impianto. Anche se la generazione moderna esige sempre di più dal proprio corpo, si raccomandano attività a basso impatto per garantire tassi di conformità realistici per una lunga vita della protesi.

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Testimonianze | La questione Footing tra una giovane paziente e un medico operati con protesi d’anca

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Qui di seguito un contributo dal sito Runnersworld circa la questione footing tra un giovane paziente operato all’anca ed un medico anch’egli con protesi d’anca. La domanda che ricorre è sempre sull’opportunità o meno di praticare sport come la corsa o più genericamente sport ad impatto per il rischio di una usura precoce delle superfici d’attrito della protesi.


Gentile Dottore,

Sono una donna di 41 anni operata di protesi totale d’anca quasi due anni fa. Ora che sono guarita ed i muscoli si sono riparati, vorrei ricominciare a correre. Ho corso due volte questa settimana a un ritmo lento e costante. La mia domanda è, fino a che punto posso correre senza mettere a rischio la protesi? Lo yoga può integrare la mia corsa? 

Un saluto B. J.


Cara B.J.

Questo è un argomento caro al mio cuore. Anche io ho sono stato operato all’anca circa tre anni fa. Ci sono molte persone che corrono con le protesi d’anca. Detto questo, non ci sono molti dati disponibili per dire quanto e quanto spesso è possibile correre, o addirittura se è sconsigliato farlo. Il pensiero prevalente è che correre potrebbe accelerare l’usura dell’impianto rispetto ad altre attività sportive a minor impatto. La maggior parte dei chirurghi ortopedici che conosco, compreso il mio, non incoraggiano o francamente sconsigliano la corsa dopo una sostituzione totale dell’anca o del ginocchio. La logica sembra essere che limitare l’impatto di carico può preservare la superficie di attrito della protesi. Le nuove protesi sono testate all’usura in laboratorio per durare più di 20/30 anni ma ancora non abbiamo raggiunto tale durata noi che le abbiamo impiantate.

Io ho smesso di correre a vantaggio di attività meno traumatiche per l’anca, lavoro per migliorare e mantenere la forza, l’equilibrio con esercizi di rinforzo per i glutei e la mia giusta condizione cardiovascolare. Il mio obiettivo è quello di preservare la salute e la forma fisica senza accelerare l’usura delle superfici dell’impianto, così ho scelto di non correre. Ho amici e pazienti che hanno scelto di correre e solo il tempo dirà quale strategia è la migliore.

A 41 anni l’aspettativa di vita è lunga e il primo obiettivo dovrebbe essere escludere (o limitare al minimo ndr) le possibilità di reintervento nel futuro. Ovviamente più si è giovani e più questo va tenuto in considerazione poiché la nostra protesi sarà sottoposta ad un più lungo e intenso lavoro.

Le vostre sessioni di yoga possono integrare qualsiasi attività cardiovascolare si sceglie di perseguire.

Spero di esserle stata di aiuto.

Saluti Bill

Riabilitazione | Rimettersi in forma senza “strafare”

0619_oag-Jimmy-ConnorsL’Artroplastica totale dell’anca e del ginocchio sono diventati un modo estremamente efficace e relativamente comune per alleviare il dolore e ripristinare il movimento di queste articolazioni. Sono circa 200.000 le ginocchia e le anche che vengono protesizzate ogni anno negli Stati Uniti. Grazie al loro miglioramento dopo l’intervento chirurgico, i pazienti spesso si aspettano di essere in grado di intraprendere qualsiasi tipo di attività. Tuttavia, impegnandosi in attività faticose, un paziente può potenzialmente sovraccaricare l’articolazione artificiale mettendone a rischio l’integrità.

Questo è un fattore di rischio tanto maggiore quanto è più giovane il paziente. Nelle attività sportive, gli impatti e il carico aumentano e conseguentemente anche il coefficiente d’usura delle componenti d’attrito dell’impianto (inserti in polietilene). Ad esempio, camminare trasmette sulla protesi un carico di 1,2 volte il peso corporeo. Con la corsa, queste forze arrivano a circa 2,5 volte il peso corporeo. Negli scatti, le forze di reazione sono triplicate a circa 3,6 volte il peso corporeo. Maggiori è la forza,  maggiore è il rischio di usura dell’impianto. Ecco perché il chirurgo opta per accoppiamenti diversi delle componenti di attrito (polietilene/ceramica/ceramica) in base all’età ed alla attività fisica potenziale del paziente.

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Ecco perché è importante chiarire col chirurgo quali sono i propri obiettivi post-operatori. Di seguito un elenco di sport a basso impatto da tenere in considerazione come idonei: tiro con l’arco, ciclismo, biliardo, piscina, bowling, sci di fondo, pesca, golf, doppi non aggressivi a tennis, equitazione, caccia, aerobica a basso impatto, la maggior parte degli sport di tiro, canottaggio, vela, immersioni subacquee, nuoto e passeggiate.

Sport che in generalmente ritenuti a rischio sonobaseball, basket, arrampicata, sci alpino, calcio, arti marziali, paracadutismo, squash, corsa, calcio, sprint, e la pallavolo. In generale, se la partecipazione in uno sport pone sollecitazioni eccessive sulla articolazione artificiale, il paziente deve essere uno spettatore a tale attività piuttosto che un partecipante.

La sostituzione totale dell’articolazione dell’anca o del ginocchio è uno dei modi più efficaci per alleviare il dolore e ripristinare la funzione, ma ricordate, si deve prendere cura dell’impianto perché esso possa durare il più a lungo possibile. 

Fonte: Hughston

 

Riabilitazione | Fare sport dopo l’intervento di protesi d’anca

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Jimmi Connors campione negli anni ’70 e ’80, oggi operato di protesi d’anca

Spesso ci sentiamo chiedere dai pazienti più giovani e in procinto di sottoporsi all’intervento di protesi d’anca, quali possano essere le attivà sportive compatibili o più semplicemente entro quali limiti si possa praticare del movimento.

Dopo un intervento all’anca effettuato con accesso mininvasivo anteriore, grazie all’assenza del dolore che caratterizzava l’artrosi e ad una ritrovata articolarità, i pazienti più giovani, generalamente più motivati a riprendere attività sportive, tornano gradualmente al movimento. Inoltre, essendo più portati a partecipare attivamente al processo di guarigione la loro ripresa spesso sarà rapida e sorprendente. Ma ciò non vuol dire che i pazienti più anziani non beneficino degli stessi vantaggi, anzi, il beneficio del risparmio di lesioni muscolari è più evidente nel malato meno giovane e meno spontaneamente attivo.

Non sarà necessario apprendere nuovi metodi di flessione verso il basso che mantengano la nuova anca lontana dal pericolo di lussazioni. Il passaggio anatomico inter-muscolare caratteristico della mininvasiva anteriore consente di lavorare sull’anca senza effettuare alcun distacco o incisione e ciò permette al paziente di poter contare sull’integrità dei motori muscolari, questo a vantaggio di tutti i movimenti e di attività sportive eventualmente praticate.

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Jimmy Connors negli anni ’70

 

Studi scientifici | Le cellule senescenti, il futuro per curare l’osteoartrite

L’osteoartrite (OA), nota anche come malattia degenerativa, è una condizione in cui la cartilagineil tessuto che protegge l’osso delle articolazioni – si logora, finendo per far sfregare direttamente le ossa una contro l’altra. Ciò può causare dolore, gonfiore, e limitata articolarità. La OA è la forma più comune di artrite negli Stati Uniti e colpisce circa 27 milioni di americani adulti.

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Non esiste una cura per l’OA, solo terapie che possono aiutare a gestire i sintomi. Queste includono farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) e corticosteroidi (cortisone). Nei casi gravi si rendere necessaria la sostituzione protesica dell’anca, un intervento oggi molto diffuso e che grazie a nuovi materiali ed accessi chirurgici mininvasivi offe una rapida ripresa funzionale a vantaggio di pazienti sempre più giovani.

Uno studio cellulare sui ratti situato negli Stati Uniti qualche anno fà ha indicato una futura strada per la prevenzione ed il trattamento della OA. Per eseguire lo studio, il team ha utilizzato un modello di trapianto di cellule senescenti (cellule al termine del loro ciclo riproduttivo) . Ciò ha comportato un prelievo di cellule sia senescenti che non senescenti dalla cartilagine dell’orecchio dei topi, per poi iniettarle nelle articolazioni del ginocchio dei roditori.

Rx necrosi ultimo stadio

Nel corso di un periodo di 10 giorni, i ricercatori hanno scoperto che l’accumulo di cellule senescenti intorno alle articolazioni del ginocchio dei roditori ha causato loro una serie di sintomi e caratteristiche tipiche dell’OA, tra cui dolore, danni della cartilagine e mobilità compromessa.

L’assenza di tali sintomi è stata prerogativa dei campioni iniettati con cellule non senescenti. Questi risultati, dicono gli autori, forniscono la prova di un nesso causale tra la senescenza cellulare e la OA, oltre ad aprire la strada verso nuovi modi per ritardare, prevenire o trattare l’OA.

Il Dr Cammarano a sinistra, e il Dr De Peppo

La più grande casistica in Italia

“PASSARE TRA I MUSCOLI SENZA INCIDERLI O STACCARLI”


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Approccio anteriore all’anca

Studi scientifici | L’acqua potabile ad alta concentrazione di magnesio protegge contro le fratture dell’anca

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L’acqua con una alta concentrazione di magnesio protegge contro le fratture dell’anca, secondo i risultati di uno studio presso l’Istituto norvegese di sanità pubblica (Norwegian Institute of Public Health.)

Ci sono notevoli variazioni nella qualità dell’acqua potabile in Norvegia. I ricercatori hanno studiato le variazioni nei livelli di calcio e magnesio presenti nell’acqua potabile tra zone diverse, in quanto questi  un ruolo nello sviluppo della resistenza dell’osso. Volevano verificare se ci fosse una correlazione tra le concentrazioni di magnesio e calcio in acqua potabile e l’incidenza della frattura dell’anca.

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I risultati dello studio mostrano che il magnesio protegge contro la frattura dell’anca sia per gli uomini che per le donne. I ricercatori non hanno trovato alcun effetto protettivo dipendente esclusivamente dal calcio. I risultati possono probabilmente aiutare a capire perché ci sono così tante fratture dell’anca in Norvegia. È concepibile che arricchire l’acqua potabile con il magnesio può ridurre il numero di fratture dell’anca. Per produrre una buona acqua potabile e per prevenire la corrosione, le aziende dei servizi idrici aggiungono calcio all’acqua. Questo rende l’acqua potabile meno acida, ma il calcio è aggiunto all’acqua come un sottoprodotto.

 

“Forse le società di servizi idrici dovrebbero usare la Dolomite (un minerale costituito da carbonato di calcio e magnesio), in alternativa al calcio. La Dolomite contiene sia magnesio che calcio mentre la calce contiene solo carbonato di calcio”, dice Cecilie Dahl, ricercatore presso il Norwegian Institute of Public Health.

Le fratture di femore sono un importante problema di salute pubblica e la Norvegia ha una delle più alte incidenze al mondo. Ogni anno, circa 9.000 persone in Norvegia hanno una frattura, con gravi conseguenze per le persone colpite e per la società. Molti fattori di rischio per la malattia sono noti, come il fumo, l’altezza e il peso, l’attività fisica e la dieta, compresa l’assunzione di vitamina D. Tuttavia, questi fattori spiegano solo una piccola parte di ciò che chiamiamo il rischio di frattura dell’anca.

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Questo progetto è unico per due ragioni:

  • I ricercatori presso l’Istituto norvegese di sanità pubblica hanno creato un registro di tutte le fratture dell’anca in Norvegia e una mappa che mostra la copertura delle diverse aziende pubbliche di servizi idrici. Questo ha permesso di determinare quali società forniscono ciascuna area in Norvegia.
  • Un precedente progetto che mette in relazione l’acqua (Trace Metalli Project), il registro nazionale della popolazione dal 1994 fino al 2000 e il registro di fratture dell’anca in Norvegia.

Fonte: New-Medical

Video | Il nuovo video della mini invasiva anteriore in HD!

Come promesso ecco il nuovo video in HD dell’intervento di artroprotesi d’anca mini invasiva girato al CTO di recente. Rispetto al precedente è più lungo e dettagliato e comprende tutte le fasi dell’intervento. Seguiranno presto i video delle testimonianze di pazienti operati.

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Studi scientifici | L’artroscopia conferisce un beneficio nel trattamento dell’osteoartrosi?

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In quali circostanze l’artroscopia conferisce un beneficio clinico nel trattamento di osteoartrosi?

Una analisi prospettica pubblicata sul Journal of Bone & Joint Surgery sostiene che l’artroscopia non aiuta a prevenire l’eventuale conversione in protesi totale nelle anche con artrosi di grado 2. Gli autori hanno confrontato i risultati di due anni forniti da 37 pazienti con artrosi di grado 2 sottoposti ad artroscopia.

Si è dimostrato che all’aumentare del grado di gravità dell’artrosi aumenta anche il tasso di protesizzazione di questi pazienti. Da questa constatazione gli autori concludono che “l’artroscopia ha un ruolo limitato come procedura di conservativa nei pazienti con artrosi di grado 2. Essa in questo caso può ripristinare efficacemente il labbro acetabolare affetto da impingement, ma i pazienti continuano ad avere i sintomi associati all’osteoartrosi”.

Fonte: orthobuzz